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Pensiero: frasi e citazioni
140 citazioni di 87 autori
Che cosa hanno detto scrittori, filosofi e poeti su pensiero? Ecco 140 citazioni con l'autore di ciascuna.
Frasi su «pensiero»
Abbiamo poco controllo sui nostri pensieri. Siamo prigionieri delle idee.
Arriviamo a capire che cosa significa pensare quando noi stessi pensiamo. Perché un tale tentativo riesca, dobbiamo essere preparati a imparare a pensare. Non appena ci impegniamo in questo imparare, abbiamo già anche confessato che non siamo capaci di pensare. Eppure l'uomo significa colui che può pensare, e questo a giusto titolo. Infatti l'uomo è l'animale (Lebenwesen) razionale. La ragione, la ratio, si dispiega nel pensiero. In quanto animale razionale, l'uomo deve essere in grado di pensare, se solo lo vuole.
Che cos'è precisamente il «pensiero»? Quando, sotto lo stimolo di impressioni sensoriali, affiorano alla mente certe immagini, questo non è ancora «pensiero». E quando queste immagini formano sequenze in cui ciascun termine ne richiama un altro, nemmeno questo è ancora «pensiero». Ma quando una certa immagine ricorre in molte di queste sequenze, allora – proprio attraverso questa interazione – essa diventa un elemento ordinatore, poiché collega tra loro sequenze che di per sé non sarebbero collegate. Un elemento simile diventa uno strumento, un concetto. Io ritengo che il passaggio dalla libera associazione, o «sogno», al pensiero sia caratterizzato dalla funzione più o meno dominante che assume in quest'ultimo il «concetto». Non è affatto necessario che un concetto sia connesso con un segno riproducibile e riconoscibile coi sensi (una parola); ma quando ciò accade, il pensiero diventa comunicabile.
Chi non ha fede nel pensiero come in uno dei grandi valori cosmici e non ne comprende le divine energie, maledice il più bel dono dell'essere, calunnia quell'ideale che si matura nel suo grembo, e consuma sé stesso in un pessimismo dannoso sempre alla specie umana.
Chi pensa a vincere non pensa mai.
Chiuder non posso a quel pensier le porte, / Che mi reca voi viva entro la mente; / Ch'ei per virtù del vostro raggio ardente / V'entra per forza, e studia a la mia morte.
Chi vuole pensare deve rinunciare a "darsi da fare".
Coi pensieri bisogna avere qualche riguardo, perché nessuno sa quali siano i giusti e quali no.
Colui che non si pensa col pensiero, ma grazie al quale il pensiero è stato pensato, ecco: è il Brahman; e non ciò che si venera come tale. (Kena Upaniṣad)
Corri, ma presto riedi, al caro viso, / disse l'anima un giorno a un mio pensiero; / ed ei con volo rapido e leggiero / m'uscì per gli occhi, e corsevi improvviso. // Ma poi che in lui quas'in suo trono assiso / un bel decoro amabilmente altero / vide, e la rosea guancia, e l'occhio nero, / dove qual lampo in ciel balena il riso, // fermossi a contemplarlo; e del ritorno / già dimentico omai, stupido e muto / da quel dì sempre gli si aggira intorno. // D'avergli aperto il varco invan si pente / l'anima, e il chiama invan: sordo e perduto / nel dolce incanto ei non si scuote, o sente.
Credere che il pensiero, non imputabile civilmente, sia non imputabile moralmente, è grand'inganno; quasiché le stesse passioni che, secondate, tergono l'azione, non torgano l'opinione.
Credere nel proprio pensiero, credere che ciò che è vero per voi, personalmente per voi, sia anche vero per tutti gli uomini, ecco, è questo il genio. Date voce alla convinzione latente in voi, ed essa prenderà significato universale.
Dilatate il pensiero, abbellitelo; esso è nuovo e antico, civile e cristiano.
Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare.
Gli uomini temono il pensiero più di qualsiasi cosa al mondo, più della rovina, più della morte stessa. Il pensiero è rivoluzionario e terribile. Il pensiero non guarda ai privilegi, alle istituzioni stabilite e alle abitudini confortevoli. Il pensiero è senza legge, indipendente dall'autorità, noncurante dell'approvata saggezza dell'età. Il pensiero può guardare nel fondo dell'abisso e non avere timore. Ma se il pensiero diventa proprietà di molti e non privilegio di pochi, dobbiamo finirla con la paura.
I miei pensieri sono la mia compagnia. Essi hanno una certa loro individualità ed esistenza separata, o addirittura una separata personalità.
I nostri pensieri danno forma a ciò che noi supponiamo sia la realtà.
I pensieri, che hanno una loro realtà elettromagnetica, hanno una loro forma, indipendentemente dal fatto che la percepiate o meno. Con ogni pensiero, allora, emettete da voi forma e immagini che possono essere vere e proprie realtà per quanti si trovano nel sistema di realtà nel quale esse vengono inviate.
I pensieri e i sentimenti dell'uomo producono effetti nel mondo, e il veggente può seguire con precisione come per esempio un pensiero amorevole, diretto a qualcuno, agisca diversamente da uno carico d'odio. Se si invia un pensiero amorevole, il veggente vede formarsi una specie di luminoso calice di fiore che si avvolge con amore attorno al corpo eterico e a quello astrale di colui al quale è destinato, contribuendo alla sua felicità, ravvivandolo. Invece un pensiero carico d'odio penetra nel corpo eterico e nel corpo astrale come una freccia lacerante.
I pensieri non pagano dazio.
I pensieri segreti sono liberi solo a metà: volano indisturbati nei cieli della libertà interiore, ma non possono mai uscirne.
I pensieri sono cani smarriti senza collare. Appartengono sempre a qualcuno, non si sa chi, che li ha abbandonati al primo venuto.
I pensieri sono cose; essi hanno un potere tremendo. Pensare al dubbio e alla paura conduce al fallimento. Quando sconfiggi le attitudini negative che vengono dal dubbio e dalla paura tu hai sconfitto il fallimento. I pensieri si cristallizzano in abitudini e le abitudini si solidificano nelle circostanze.
I pensieri sono come il vento, e nessuno può risponderne, con certezza, per una certa durata.
I pensieri sono come insetti che rosicchiano il mio povero cuore malato. Il mio problema sono quegli insetti crudeli. (Nadia - Il mistero della pietra azzurra)
I pensieri sono spiriti in movimento come le onde del mare che fanno sentire la loro voce infrangendosi sulla riva.
Il pensare, che era un furore, è diventato un'arte.
"Il pensare"... sì, il pensiero in sé, senza farci niente di utile, che godimento. Peccato che non ti paga nessuno per pensare. «Ho pensato otto ore» e chi ti crede? In India... in India ti credono.
Il pensier si sprigiona, e senza briglia / Va scorrendo, quai turbo inferocito / Che il dormente Ocean desta e scompiglia. / In quai caverne, in qual deserto lito / Or vien egli sospinto? È forse questo / Il sentier d'Acheronte e di Cocito?
Il pensiero, a mio giudizio, è il cardine della libertà. È solo quando l'uomo rinunzia al pesiero autonomo, per accettare i dogmi dei conformismi imperanti, che esso rinunzia alla libertà.
Il pensiero costituisce la grandezza dell'uomo.
Il pensiero è come il Pròteo della favola, che muta incessantemente d'aspetto, o meglio, poiché non v'è un pensiero unico e fisso, ma una serie infinita di pensieri, incostanti, contradittorii, nessuno può con una parola definire esattamente un uomo; nessun uomo può definire esattamente sé stesso.
Il pensiero è il patrimonio comune dell'umanità, ed è per esso che i popoli comunicano attraverso il tempo e lo spazio e formano davvero una sola famiglia. Esso è l'anima dell'universo di Platone, e conviene onorarlo dovunque si manifesta.
Il pensiero è indefinito in entrambe le direzioni: non conosce conclusioni ultime, né princìpi primi.
Il pensiero è la forma più alta della vita spirituale, e comprende come tale ogni altra attività dello spirito, e, insieme, tutte le sorpassa; pensiero è la sensibilità illuminata, la volontà estesa a fini universali, l'affettività libera dai vincoli dell'io; il pensare è qualche cosa di più vissuto del ragionare, di più vasto del comprendere, di più libero del conoscere; per esso l'uomo si eleva al di sopra di ogni altro essere della natura, per esso si creano la scienza e la filosofia, per esso si stabilisce nella stessa famiglia umana una gerarchia, che dalle forme più ottuse della mentalità giunge insino al vertice della ideazione geniale.
Il pensiero è malato, che la cultura dominante non ha più nessuna stima, perché il pensiero è fatto per sua natura per nutrirsi di realtà, e perciò per offrire agli uomini una verità che esso scopre nelle cose.
Il pensiero è meraviglioso, a volte lento come la pece fluida, a volte istantaneo come la luce.
Il pensiero è maschile, il sentimento è femminile.
Il Pensiero è silenzioso come un Fiocco – / uno Schianto senza Suono.
Il pensiero è un dinamismo dialogico ininterrotto, una navigazione tra Scilla e Cariddi verso le quali la trascina ogni egemonia di uno dei processi antagonisti.
Il pensiero è una scintilla / nel palpito del nostro cuore. / Una volta spentasi questa, il corpo diventerà cenere / e lo spirito si dissiperà come aria leggera. (Libro della Sapienza)
Il pensiero ingrandisce il nostro piccolo essere che è come un granello di sabbia di fronte all'eternità.
Il Pensiero non è tutta la natura, ma traduce e unifica la natura, perché la natura si traduce e unifica in lui. Esso non crea la natura, ma la riflette in sé, e riflettendola la completa; completandola, la spiega. La natura è per il pensiero il punto di partenza e di arrivo; ma quello, il punto di partenza, è materiale, greggio, rozzo; questo, il punto di arrivo, è ideale e razionale, in una parola è scienza.
Il pensiero non è una delle attività naturali dell'uomo; è l'effetto della sofferenza, come un'alta temperatura nella malattia.
Il pensiero s'impernia sulla definizione delle parole.
Il pensiero si alimenta e cresce delle sue stesse parole.
Il problema si semplifica se si ritiene che i "pensieri" siano precedenti, da un punto di vista epistemologico, al pensare e che quest'ultimo si sviluppi come conseguenza della necessità di un metodo o di un apparato per trattare "i pensieri".
La cosa più difficile al mondo è dire pensandoci quello che tutti dicono senza pensare.
L'errore di pensiero è la conseguenzialità che senza saperlo si stacca dalla interna empiria, continuando a svolgersi per suo conto, secondo l'acquisita struttura discorsiva: meccanicamente. Nessun discorso può essere meccanico, senza essere opposto al pensiero, allo spirito stesso da cui deriva.
L'unico modo di pensare con chiarezza è non pensare affatto.
L'uomo pensa male perché pensa circolarmente. Ritorna di continuo sugli stessi pensieri, e scambia per pensieri nuovi laltra faccia dei pensieri già pensati. È il pensiero classico. Il pensiero chiuso. Il pensiero conservatore. Il pensiero che al centro di se stesso trova Dio. Chi ha il coraggio di rinunciare a questa «divina» conclusione, rompe il cerchio e si mette per una via libera e diritta, che non conosce meta, non conosce conclusione perché è infinita.
La filosofia nasce dalla problematizzazione dell'ovvio: non accettiamo quello che c'è, perché se accettiamo quello che c'è, ce lo ricorda ancora Platone, diventeremo gregge, pecore. [...] Allora la filosofia svolge un ruolo decisamente importante, non perché sia competente di qualcosa, ma semplicemente perché non accetta qualcosa. E questa non accettazione di ciò che c'è non la esprime attraverso revolverate o rivoluzioni, l'esprime attraverso un tentativo di trovare le contraddizioni del presente e dell'esistente, e argomentare possibilità di soluzioni: in pratica, pensare. E il giorno in cui noi abdichiamo al pensiero abbiamo abdicato a tutto.
La libertà di pensare è il coraggio di imbattersi nei propri demoni.
La parola serve a nascondere il pensiero, il pensiero a nascondere la verità. E la verità fulmina chi osa guardarla in faccia.
– Lei è convinto di quello che ha scritto di me?
– Io non l'ho scritto, io l'ho solo pensato!
– Lei non deve pensare, Fantozzi, questo è il suo errore. (Fantozzi contro tutti)
L'uomo è un animale pensante, e quando pensa non può essere che in alto. È questa la mia fede. Forse l'unica. Ma mi basta per seguire ancora con curiosità lo spettacolo del mondo.
L'uomo può dominare, è vero, la natura, ma è soggetto al proprio pensiero.
Maledetto il pensier che ti donai; / Maledette le tracce, e la scaltrita / Sembianza, onde sedurre io mi lasciai; // Maledetta l'infausta ombra romita / Conscia de' miei trionfi, e della spene / Lungo tempo felice, e poi tradita.
Ma il pensiero incomincerà solo quando si renderà conto che la ragione glorificata da secoli è la più accanita nemica del pensiero.
Noi siamo come i nostri pensieri ci hanno fatto; perciò state attenti a cosa pensate.
Noi siamo quello che pensiamo.
Non bisogna pensare troppo, a questo mondo. Se no si diventa matti.
Non c'è concetto o pensiero che non possa fare a meno del linguaggio.
Non si entra nel pensare affermando d'essere il migliore. Non cerchiamo la saggezza per eccellenza, ma per difetto.
Ogni pensiero è anche una prigione. Per ciò noi amiamo il poeta, l'inventore, il quale in qualsiasi forma, sia essa un'ode o un'azione, un aspetto o un comportamento, irradia un nuovo pensiero. Egli apre le nostre catene e ci porta davanti a una nuova scena.
Ogni società civile, religiosa e politica determina i confini, le «riserve» più o meno ampie, entro cui il pensiero può liberamente esprimersi.
PENSARE. Increscioso. Le cose che ci costringono a farlo vengono di solito accantonate.
Pensare è adorabile coito d'amore / Tu fosti e contrai futuro anteriore.
Pensare è difficile, però si può benissimo parlare e scrivere senza pensare.
Pensare è più facile quando hai tolto di mezzo i perditempo.
Altre citazioni
Pensare [...] è sempre filosofare.
Pensiamo perché non sappiamo.
Per alcuni pensieri è meglio non ammetterli, bensì allontanarli subito.
Per gli esseri umani pensare è come volare per le aquile o nuotare per i delfini.
Per "pensiero" io intendo tutto l'insieme – pensato, sentito, il corpo, l'intera società coi suoi pensieri condivisi – è tutto un unico processo.
Perché vi sono alberi sotto i quali non posso passare senza che vasti e melodiosi pensieri non scendano su di me? / (Ritengo che pendano da quegli alberi, d'estate come d'inverno, e facciano sempre cadere frutti sul mio passaggio).
Poche cose come la meditazione, la riflessione, il pensiero profondo possono innescare rivoluzioni.
Quale particolare privilegio ha questa piccola agitazione del cervello che chiamiamo pensiero, perché la si debba prendere a modello dell'intero universo?
Quando un pensiero ti domina lo ritrovi espresso dappertutto, lo annusi perfino nel vento.
Quel che vi è di meglio nel pensiero si aggrappa come edera morta su vecchi mattoni morti.
Quello che mi lega a voi è la tranquillità intima che non mi lascia dubbio sulla perfetta identità dei nostri pensieri.
Sapete come sono i pensieri di notte, hanno un ritmo diverso da quelli del giorno. Vanno e vengono per i fatti loro, non riuscite a controllarli bene, vi scappano da una parte e dell'altra, e quando riuscite a imbrigliarli, o almeno così vi pare, vi accorgete che il tempo trascorso è molto più dilatato di quello che credevate. [...] Di notte il tempo con i suoi pensieri arruffati se ne va per i fatti suoi.
La clessidra della notte non somiglia mai a quella del giorno, e durante il giorno la clessidra della mattina è diversa da quella del pomeriggio. Sono le magie dei granelli di sabbia, la grande magherìa dell'universo che ci circonda.
Se il pensiero è verità, esso, ove non incontrasse ostacoli, consisterebbe nella contemplazione di se medesimo.
Se il pensiero non è disciplinato non riusciamo più a far nulla e ci troveremo dinanzi solo i residui del '68, i residui della mentalità soggettivistica che confonde sincerità, spontaneità con la bontà e con il valore, che prende la festa in sé come motivo, come valore, non curandosi poi se la festa distrugge l'uomo.
Se il pensiero taglia i legami col basso, perde le radici. Il pensiero funzionale della scienza è per esempio un pensiero privo di radici – gli manca il rapporto col motivo primo – la religio. L'uomo che segue soltanto la propria testa sale ad altezze vertiginose senza alcun ancoraggio verso il basso: nessuna meraviglia quindi che perda la testa.
Se un pensiero non è espresso in parole non può essere del tutto chiaro.
Si può essere qualcuno semplicemente pensando.
Soltanto chi abbia la coscienza di portare una luce tra i contemporanei dovrebbe esprimere i propri pensieri: gli altri non sono che ciarlatani.
Sono poche le persone che pensano, però tutte vogliono giudicare.
Sovente, gli uomini trovano di aver interesse a non pensare o non hanno l'energia e la costanza intellettuale occorrenti per pensare sul serio. Ma se pensano, vincendo gli ostacoli pratici che si frappongono al pensare, possono giungere al vero.
Talvolta sembra che il nostro pensiero si muova senza che noi lo vogliamo. Pensa in noi come nevica sulla campagna.
Tutte le grandi rivoluzioni della vita umana avvengono nel pensiero. Purché si produca un cambiamento nel modo di pensare e l'azione seguirà così immancabilmente la direzione del pensiero, come una barca segue la direzione impressagli dal timoniere.
Un grande pensiero è più che altro un sentimento che a volte rimane molto a lungo senza una definizione.
Un pensiero è una cosa altrettanto reale di una palla di cannone.
Un pensiero in sé perfetto non esiste; un pensiero è perfetto solo nella serie innumerabile dei pensieri che nascono da esso; appunto perché ogni pensiero è infinito.
Un uomo può sopportare molto finché può sopportare se stesso. Può vivere senza speranza, senza amici, senza libri, perfino senza musica, fino a quando può ascoltare i propri pensieri.
Un pensiero, se non riesci ad amputarlo, ti conviene trovare il modo di viverlo un po'. Con i pensieri se no, soprattutto con quelli d'amore o di morte, si può anche diventarci pazzi. (Porci con le ali)
Uno si smarrisce pensando troppo, come pensando poco.
Che nesso volubile deve esserci fra i nostri pensieri se un odore improvviso, un gruppo di musicanti per la strada, un volto umano intravisto sulle lingue del fuoco o nel fusto nodoso di un albero, li portano di punto in bianco alle più stravaganti associazioni.
I miei pensieri sono come persone incontrate in un viaggio; all'inizio sembrano molto piacevoli ma, di norma, me ne stanco presto.
La memoria sta alla mente come la viscosità sta al protoplasma: dà al pensiero una tenacità – è una specie di pied-à-terre dal quale può partire e senza il quale rimane immobile. Infatti il pensiero e la memoria sono inseparabili. Niente pensiero, niente memoria; e niente memoria, niente pensiero. Siccome il pensiero conscio e la memoria conscia sono funzioni l'uno dell'altra, lo stesso vale per il pensiero inconscio e per la memoria inconscia. La memoria inconscia è, per così dire, il corpo del pensiero; ed è attraverso la memoria che il corpo e la mente sono legati assieme nel ritmo e nelle vibrazioni.
Le parole impediscono e uccidono la perfetta formulazione del pensiero, o ne vengono uccise. Ma sono come impalcature, utili, se non indispensabili, per lavorare su un pensiero imperfetto e collaborare a renderlo perfetto.
Credo fermamente che la parola sia non soltanto il mezzo di espressione, ma una parte del pensiero stesso. La parola è il più puro mezzo dell'arte.
Possedere col pensiero è più che possedere in realtà, perché il pensiero è impudico, è ignudo, senza rossore; il pensiero sa prendere il capo della donna che vuole e cercarne la bocca per suggere ad una fonte sconosciuta; e sa trovare lo stimolo ad osare l'impudenza più sfrontata, perché l'impudenza è istinto, il pudore è ipocrisia appresa...
Vivere del pensiero è sentirsi superiori alla comunità.
I pensieri di certe persone sono così piatti da non arrivargli neppure alla testa.
Il pensiero cambiando testa ne assume la forma.
Il pensiero è immortale, a condizione che lo si generi nuovamente di continuo.
Il pensiero fugge dalla testa. Prova avversione per gli ambienti chiusi.
La produzione dei pensieri tiene il passo con l'aumento demografico?
Le varianti di uno stesso identico pensiero sono talvolta più distanti l'una dall'altra di due persone completamente estranee.
Per vigliaccheria custodiva i propri pensieri nelle teste degli altri.
I pensieri sono quelli che sono, ombre passeggere, e non sono buoni o cattivi in se stessi, contano soltanto le azioni.
In fin dei conti il pensiero, lo hanno già detto altri, o forse anch'io, è come un grosso gomitolo di filo arrotolato su se stesso, lento in alcuni punti, in altri stretto fino alla soffocazione e allo strangolamento, è qui, dentro la testa, ma è impossibile conoscerne tutta l'estensione, bisognerebbe srotolarlo, tenderlo e infine misurarlo, ma questo, per quanto lo si tenti, o si finga di tentarlo, non si può fare da soli, senza aiuto, dev'esserci qualcuno che un giorno venga a dirti dove tagliare il cordone che lega l'uomo al suo ombelico, dove legare il pensiero alla sua causa.
Mille volte l'esperienza ha dimostrato, pure con gente non particolarmente incline alla riflessione, che la maniera migliore di arrivare a una buona idea è quella di lasciare libero il pensiero secondo le proprie inclinazioni, seppur sorvegliandolo con un'attenzione apparentemente distratta, quasi fingendo di pensare ad altro, e d'improvviso lo si coglie alla sprovvista, balzando come una tigre sulla preda.
Anche i pensieri, talvolta, cadono immaturi dall'albero.
Anche per il pensiero c'è un tempo per arare e un tempo per mietere.
L'immagine logica dei fatti è il pensiero.
La totalità dei pensieri veri è un'immagine del mondo.
I pensieri di un uomo sono il suo regno.
A tristi pensieri, lieta canzone.
Ai buoni pensieri bastano poche parole.
Bisogna pensare prima per non sospirare dopo.
Chi ha dei pensieri, le parole non gli mancano.
Chi la pensa in un modo e chi nell'altro.
Chi vuol punire i pensieri, ha bisogno di molte forche.
I buoni pensieri e le buone opere sono gemelli.
I buoni pensieri partoriscono i buoni fatti.
I cattivi pensieri bussano sempre; fa' il sordo, e se ne andranno.
I cattivi pensieri portano ai cattivi fatti.
I grandi pensieri non hanno posto in una testa piccola.
I grandi pensieri vengono dal cuore.
I nuovi pensieri recano nuovi costumi.
I pensieri bui vengono da una testa tenebrosa.
I primi pensieri delle donne e i secondi degli uomini sono i migliori.
In una piccola testa può nascere spesso un grande pensiero.
Le mura per quanto forti, non possono impedire il volo dei pensieri.
Molti volano così in alto coi loro pensieri, che non toccano né il cielo, né la terra.
Non è più bel mestiere, che non aver pensiere.
Pensiero non pagò mai debito.
Autori citati in questa pagina
- Lev Tolstoj
- Gautama Buddha
- Alberto Savinio
- Carlo Sgorlon
- Massimo Scaligero
- Aldo Busi
- Thomas Mann
- Umberto Galimberti
- Axel Munthe
- Vincenzo Monti
- Fabrizio De André
- Federico de Roberto
- Ralph Waldo Emerson
- Anacleto Verrecchia
- Walt Whitman
- Giovanni Gentile
- Angelo di Costanzo
- Isabel Allende
- Blaise Pascal
- Giuseppe Guerzoni
- Henry de Montherlant
- Rudolf Steiner
- Rabindranath Tagore
- David Hume
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026