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Vita e morte: frasi e citazioni
136 citazioni di 81 autori
Una selezione di 136 frasi su vita e morte: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.
Frasi su «vita e morte»
A mio avviso, non solo una riflessione sulla morte non è svantaggiata quanto resa possibile da una concezione della vita chiaramente orientata su di un'idea di valore, ma inoltre ogni forma di nichilismo sul valore della vita finisce per giustificare un atteggiamento semplicistico di fronte all'esistenza nella sua interezza (comprendendo la morte). Chi può morire serenamente e dignitosamente se non colui che prende sul serio la vita, credendo che abbia senso, dignità e valore?
Adesso so quello che dobbiamo vivere prima di morire: posso dirvelo. Prima di morire quello che dobbiamo vivere è una pioggia battente che si trasforma in luce.
Alla fine della via ampia e spaziosa del vizio, c'è la morte, in fondo invece al sentiero della virtù, angusto e difficile, c'è la vita.
Alla fine la scelta è molto semplice, davvero: o fai di tutto per vivere... o fai di tutto per morire. (Le ali della libertà)
Assai più che la Vita / è la Morte a tenerci sovente con lacci sottili.
Cercate di vivere in modo che la vostra morte rincresca anche all'impresario delle pompe funebri.
Certo, finché si resta uniti alla società dei viventi c'è speranza: meglio un cane vivo che un leone morto. I vivi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla; non c'è più salario per loro, perché il loro ricordo svanisce. (Qoelet)
Che cos'è che uccide? Che cos'è che conduce alla morte? La vita, con la sua lima assidua: dolori e piaceri, preoccupazioni e gioie, desideri e soddisfazione di essi, pensiero e giuoco: sensazioni, fatti di coscienza. Vuoi essere immortale? Rinuncia alla vita.
Che cosa mi manca? Mi mancherebbe tanto di morire, perché io l'inferno della vita me lo sono goduto tutto.
Chi non conosce la morte, non conosce la vita. (Grand Hotel)
Chi può sapere se il vivere non sia morire / e se il morire non sia vivere?
Chi sa morire, ha saputo vivere.
Chiama una ragazza e mi domanda, "Fa molto male morire?".
Be', tesoro, le dico, sì, fa male, ma fa molto più male continuare a vivere.
Ciò che distingue l'uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, mentre ciò che distingue l'uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa.
Cos'è la vita, infine? Uno spinterogeno che non funziona. Un sedile invece di un altro. Uno sportello. Una fila di comode, confortevoli, soffici poltrone.
La morte è alla fila più avanti.
Costruisci / la tua vita / la tua morte / queste sono solo / banali conseguenze
Dèdicati totalmente al compito del momento: che è morire adesso a ciò che è adesso. Infatti, vivere è morire. Senza la morte, non c'è vita. Convinciti della cosa essenziale, che il mondo e il sé sono tutt'uno.
Dei mali della vita ci si consola pensando alla morte e della morte pensando ai mali della vita. Una piacevole condizione.
Di fronte alla morte non bisogna abbattersi e rinunciare alla vita, ma anzi, bisogna farne tesoro. (Pollyanna)
Dopo una giornata a contatto con la vita e con la morte non c'è niente di più rassicurante della vista della donna più bella del mondo. (Royal Pains)
È eterna la vita, attimo è morte!
E la vita? Mi fa paura l'idea di sprecarla. Se la morte è un viaggio, immagino che la vita sia il prezzo del biglietto.
E poi, e poi, che quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere, / ma il qualcosa che ti porti dentro, / cioè vivere.
È strano che la gente usi l'espressione "vita o morte", come se fosse implicito che la vita sia l'opposto della morte, ma la nascita è l'opposto della morte, la vita... non ha nessun opposto. (Dawson's Creek)
È tempo di credere alla vita, in tempo di morte.
Ed è il pensiero / della morte che, in fine, aiuta a vivere.
Era solito dire che in nulla la morte differisce dalla vita. «E tu allora perché non muori?» gli si diceva; la sua risposta era: «Perché non vi è differenza».
Essere sepolti vivi è senza dubbio, il più terribile tra gli orrori estremi che siano mai toccati in sorte ai semplici mortali. Che sia avvenuto spesso, spessissimo, nessun essere pensante vorrà negarlo. I limiti che dividono la Vita dalla Morte sono, nella migliore delle ipotesi, vaghi e confusi. Chi può dire dove finisca l'una e cominci l'altra?
I due antichi, semplici problemi ognora intrecciati, / assillanti, elusivi, presenti, delusi, impugnati, / da ogni successiva generazione insoluti, trasmessi, / oggi alla nostra – e noi faremo lo stesso.
I nostri giorni di vita non sono come i nostri giorni di morte, e le nostre leggi di vita, non sono le nostre leggi di morte.
I vivi non sanno nulla. Insegnatemi, o morti, a morire senza paura, o almeno senza orrore. Perché la morte è un nonsenso, come la vita.
Il dono della vita equivale al dono della morte.
In questo mondo schifoso se una persona è viva o morta è esattamente la stessa cosa. Moriremo tutti prima o poi. A questo punto non è meglio morire cercando di cambiare il mondo per far sì che gli altri vivano decentemente? (Ken il guerriero 2)
Infatti vivere male, ossia senza saggezza né temperanza e santità, come affermava Democrate, non è solo vivere male bensì continuare a morire per un tempo indefinito.
Io so, ora, che vita e morte sono significativamente legate fra loro.
Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno.
– La maggior parte delle persone, sai, non se ne va in giro cercando di creare l'opportunità di avviare una conversazione con un perfetto estraneo sulla vita e la morte e la religione e altre cose insane.
– Certe persone sì.
– Certe persone probabilmente sì, ce n'è qualcuna e apparentemente tu sei una di quelle ma il più delle persone no, Bob! Il più delle persone se gli chiedi della vita e della morte dice «La vita è bene. La morte è male. Fine.» Non se ne va in giro a cercare opportunità. (The Big Kahuna)
La mente divide. Dice che "questa" è la morte e "quella" la vita. Non solo divide: ma sostiene anche che siano opposte, nemiche, che la morte cerchi di distruggere la vita. E sembra giusto: "la morte sta cercando di distruggere la vita". Ma, se penetri più a fondo della mente, la morte non sta provando a distruggere la vita! Tu non puoi esistere senza la morte. La morte ti sta aiutando a essere. Se, solo per un istante, la morte cessasse di funzionare, moriresti.
A ogni istante la morte sta espellendo da te parti inutili, che non funzionano più. Molte cellule muoiono e vengono rimosse dalla morte. Quando sono rimosse, ne nascono di nuove. Stai crescendo: qualcosa muore e qualcos'altro nasce, in continuazione. A ogni istante sono presenti la vita e la morte, entrambe in funzione. Nel linguaggio le devo chiamare come se fossero due cose. Non lo sono! Sono due aspetti di uno stesso fenomeno. Vita e morte sono una cosa sola: "vita-morte" è un processo. Ma la mente divide. Tale divisione ci sembra giusta, ma è falsa.
La morte dopo lunga malattia possiamo accettarla con rassegnazione. Anche che la morte accidentale si può attribuire al destino. Ma che un uomo muoia senza causa apparente, che muoia solamente perché è uomo, ci spinge così vicino all'invisibile confine tra la vita e la morte da farci domandare su che lato di esso ci troviamo. La vita si fa morte, ed è come se quella morte avesse posseduto questa vita da sempre. Morire senza preavviso. Come dire: la vita si interrompe. E può interrompersi in qualunque momento.
La morte è certa, la vita no. (Training Day)
La morte è dovunque la stessa. Ma varia la vita, fino al momento della morte. Sulla maschera di un volto spento, cerchiamo le tracce della vita vissuta; non è la morte, che ci fa paura nel volto di un trapassato, ma la vita che lo aveva animato. È quella vita che noi cerchiamo, che tentiamo di visualizzare, quella vita la cui assenza ci riempie di paura.
La morte è insopportabile / per chi non riesce a vivere, / la morte è insopportabile / per chi non deve vivere.
La morte è la notte fresca; la vita, il giorno tormentoso.
La morte è senza mistero, come la vita. È una necessità: poiché è necessario vivere.
La morte è serena, facile. La vita è più difficile. (Twilight)
La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante.
La morte / si sconta / vivendo.
La parola di Dio, infatti, promette la vita proprio come effetto della morte.
La vita che vedi è solo una commedia, / ove l'uno fa Cesare e l'altro Arlecchino. / Ma la Morte la conclude sempre in tragedia, / e non distingue affatto l'imperatore dal facchino.
La vita di ognuno [...] finisce nello stesso modo, e soltanto i particolari su come ha vissuto e su come è morto valgono a distinguere un uomo dall'altro.
La vita è il carro di Dio e la morte è solo l'ombra della Sua frusta.
La vita è l'insieme delle funzioni che resistono alla morte.
La vita è formazione nel tempo, la morte fusione nell'Eternità.
La vita e la morte fanno di noi quello che vogliono, l'unica carta che possiamo giocare è stabilire cosa vogliamo noi dalla vita e dalla morte.
La vita e la morte sono concetti troppo relativi, vanno contestualizzati, capisci? Dipendono dalle specifiche culturali. (Fringe)
La vita è un sonno, la morte è il risveglio.
La vita è un supporto, non una ragione, la vita è necessaria, ma non è sufficiente: questa è la lezione che ci viene dai morti.
La vita è una ciliegia, / la morte il suo nòcciolo, / l'amore il ciliegio.
La vita sta nella morte come una piccola isola verde nel mare oscuro. Indagare questo, sia pur soltanto sugli orli e sulle cinture delle maree, si chiama vera scienza, rispetto alla quale tutta la fisica e la tecnica non sono che bagatelle.
La vita stessa, così per rispetto del corpo come dell'animo, e più morta che viva; tanto che questo secolo si può dire con verità che sia proprio il secolo della Morte.
La morte strappa l'uomo dalle mani di lui stesso, e lo gitta fra gli artigli della natura, che si precipita sulla sua vittima e la disforma in un baleno. O voi che siete condannati a rimanervi sulla terra senza la persona che vi fu cara, non v'inducete a mirarla in quegli istanti ch'ella si trattiene ancora quivi, e non è più. La nuova immagine sformata e brutta di morte vi turberà per sempre nella mente quella che già v'era tutta bella e scintillante del lume della vita; ch'è pure la sola cosa che può sopravvivere di lei.
Molti di noi percorrono la vita in punta di piedi, così da raggiungere la morte in tutta sicurezza.
Morire a sessanta o a ottant'anni è più duro che a dieci o a trenta. L'assuefazione alla vita, ecco la difficoltà. Perché la vita è un vizio. Il più grande che ci sia. Il che spiega perché si faccia tanta fatica a sbarazzarsene.
Morire insieme è ancora più intimo che vivere insieme... (Prigionieri dell'oceano)
Niente aiuta tanto a vivere quanto la paura di morire.
Non è difficile morire bene. Difficile è vivere bene. (Roma città aperta)
Non è l'interezza della vita vivere, / né tutto della morte morire.
Non so che tempo fosse, sempre confondo l'infanzia e l'Eden / come mescolo la Morte e la Vita – le unisce un ponte di dolcezza.
Altre citazioni
Occorre partire dalla premessa realistica di ciò che significa per noi 'essere morti'. Impartecipazione al mondo esterno, insensibilità, indifferenza. Stabilito che la morte è questo, si conclude che la vita le assomiglia, il divario essendo puramente quantitativo. Idealmente, la vita dovrebbe essere apprendimento, esperienza, interessi, ma lei capisce che in confronto alla vita in questa sua ideale e non mai raggiunta pienezza, in confronto alla molteplicità delle esperienze (o relazioni) teoricamente possibili, ognuno di noi non è molto diverso da un morto. Il connotato del morto è l'impassibilità: ora l'ignoranza e (aggiunga) la dimenticanza o facilità a dimenticare, riducono noi vivi, per la quasi totalità delle esperienze (o relazioni) possibili, a una impassibilità analoga. Siamo morti a tutto ciò che non ci tocca o non c'interessa. Non dico a ciò che succede sulla Luna, ma a ciò che succede a coloro che stanno di casa dirimpetto a noi. Della miriade di eventi che si verificano ogni giorno nella nostra stessa sfera umana più prossima, ne conosciamo solo alcuni, qualche decina diciamo, e di solito indirettamente, attraverso un notiziario. Usiamo, e male, una lingua, delle 3.000 che si parlano nel mondo. Morire biologicamente, è il perfezionarsi di uno stato in cui ci troviamo già ora.
Ogni interessamento alla morte e alla malattia non è che un modo di esprimere l'interessamento alla vita.
Ogni uomo, quando nasce, è generoso e nobile come un principe, poi il contatto del mondo gli fa subito dimenticare la sua origine. Forse per questo è stata creata la morte: per darci un'altra occasione di ricordare quello che siamo, prima di rinascere. (Sono innocente)
Ognuno di noi parte da una fondamentale certezza: la morte, ma deve approdare ad una altrettanto valida certezza; la vita. Sono questi il NERO ed il BIANCO della nostra esistenza.
Ora quella legge vuole due cose: l'una, che effettivamente moriamo; l'altra, che cerchiamo di conservare la nostra vita quanto più a lungo ci è possibile. Nasciamo tanto per l'una che per l'altra, e si può dire che l'uomo abbia a un tempo due movimenti opposti: corre incessantemente verso la morte, e incessantemente la fugge.
Pensavo che tu fossi diversa. Dite tutti che avete paura della morte, ma la verità è che avete più paura della vita. (After.Life)
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno.
Per molti di noi, la libertà e la dignità sono più importanti che vivere a lungo o evitare il dolore fisico. Inoltre dobbiamo tutti morire alla fine, e sarebbe meglio morire combattendo per la sopravvivenza, o per una causa, che vivere una vita lunga ma vuota e senza scopo.
Poiché l'uomo poggia su questa contraddizione: ama la vita a cagion della morte, ma odierebbe la vita se scomparisse la paura della morte.
Prega piuttosto, mio giovane cavaliere, che la vita sia dura perché la morte sia dolce; val meglio questo che l'essere ossequiato e lusingato per tutta la vita e all'ultimo precipitare nella più nera disgrazia.
Puoi scegliere. Vivere o morire.
Ogni respiro è una scelta.
Ogni minuto è una scelta.
Essere o non essere.
Ogni volta che non ti butti dalla tromba delle scale, è una scelta. Ogni volta che non vai a schiantarti con la macchina, ti rimetti in gioco.
Quando si vive troppo a lungo, si perde il diritto di essere compatiti al momento della morte.
Questa c'ha nome vita falso in terra, / ch'altro è che fatica, affanno e stento, / sospir, pianto e lamento, / dolore, infermità, terrore e guerra? / Questa acerba matrigna, / natura, in tanti mal questo sol bene / per pace dètte, libertade e porto, / a' più savi diporto: / il fine attender de le mortal pene. / E dicon: – Non fia lunge chi ne spoglia / con generosa voglia! – / Tu sei quella, tu sei quella benigna / madre, che i vil pensier dai petti sgombri / e' nostri mali adombri / di lunga oblivion, d'immortal scorte: / soccormi adunque, o graziosa Morte.
– Sai, ho pensato anche a tante altre cose negli ultimi tempi.
– Se c'è qualcosa che ti disturba, sputala fuori, non serve a niente farsela marcire dentro. Mi vuoi dire su cosa hai riflettuto tanto?
– La vita...
– La vita?
– ... e la morte...
– Gesù, anche tu adesso? Ma com'è che ad un tratto vi mettete tutti a pensare alla vita e alla morte? Sta succedendo qualcosa di brutto di cui nessuno mi ha informato, tipo le macchie solari per esempio? C'è una pestilenza che ci spazzerà via da questo mondo? (The Big Kahuna)
Se avessi potuto scegliere tra la vita e la morte, / tra la vita e la morte avrei scelto l'America.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita. Perché vita e morte sono una cosa sola, così come il fiume e il mare.
Se la morte non si comprende se non attraverso la vita, e se il senso della vita dipende dal valore così concepito, allora il concetto di morte dipende dal valore della vita.
Se vuoi vivere, vuoi anche morire; oppure non capisci che cos'è la vita.
– Sei un assassino eppure sai apprezzare la bellezza di un paesaggio o il gusto del buon champagne. Doni la morte, apprezzi la vita.
– ...Ho scoperto che una cosa non esclude l'altra.
– Ben detto. (Hitman)
Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire.
Si può scegliere tra la vita e la morte? Almeno il colore? (Rat-Man)
Signore, da' a ciascuno la sua morte, / dalla tutta inverata dalla vita; / ma dacci vita prima della morte / in questa morte che chiamiamo vita.
Sono felice di non aver alcun diritto di scegliere come vivere e come morire; la tua Provvidenza sa come provvedere.
Spesso è da forte, / più che il morire, il vivere.
Stare all'erta, ecco la vita; essere cullato nella tranquillità, ecco la morte.
Succede una cosa molto strana quando moriamo: i nostri sensi svaniscono, gusto tatto olfatto e udito sono un ricordo lontano. Ma la vista... Ah! La vista si esalta. All'improvviso vediamo in mondo che ci siamo lasciati dietro. Certo, molte delle realtà visibili a noi defunti lo sarebbero anche per i vivi, se solo si fermassero ad osservarle... (Desperate Housewives)
Tra vita e morte – un orizzonte.
Vita e morte non sono due estremi lontani l'uno dall'altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell'arco di settant'anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero.
Vivere è appartenere a un altro. Morire è appartenere a un altro. Vivere e morire sono la medesima cosa. Ma vivere è appartenere a un altro dal di fuori, e morire è appartenere a un altro dal di dentro. Le due cose si assomigliano, ma la vita è il lato di fuori della morte. Perciò la vita è la vita, e la morte la morte, perché il lato di fuori è sempre più vero del lato di dentro, tanto che è il lato di fuori che si vede.
Vivere è morire, perché non abbiamo un giorno in più nella nostra vita senza avere, al contempo, un giorno in meno.
Vuoi la pace? L'hai, ma con la morte. Vuoi la «vita» (cioè l'agitazione e la passionalità vitale)? L'hai, ma con l'irrequietezza, la fluttuazione continua tra mancanza e sazietà, tra contento e malcontento, tra gioia e dolore: l'hai, cioè, col tormento. La pace è la morte. La vita è il tormento.
Dubbio. Se l'uomo sia una macchina fatta per vivere ovvero per morire.
La vita: uno squarcio di luce che la morte, come una chiusura lampo, fulmineamente richiude.
Qualunque cosa si dica, la vita è più antica e più forte della morte: nulla è morto che non fosse prima nato.
Questo atroce privilegio di vedere in ogni vivente un morto in incubazione...
Se la vita è un refuso, la morte è lerrata corrige.
Se tanto ti turba dover abbandonare una vita minuziosamente infelice, vorrà dire che il bilancio ne è stato, contro ogni apparenza, in attivo; e che il semplice respirare e guardare la luce ti compensò d'ogni strazio. Convinciti dunque, finché respiri e guardi, che sei beato e perfetto: un irripetibile dio.
Vivere al di sopra dei propri mezzi, lo fanno in tanti. Morire, nessuno.
Anche il mondo, per quanto mondano sia, conserva tuttavia istintivamente – e come per atto di fede – la convinzione incrollabile che siano più degni coloro che sono morti sull'altare che non quelli che vi hanno vissuto, quando morire costituiva un dovere.
Perché se gli uomini non temono la morte più del necessario, finiscono per corteggiarla più del necessario. Si può esaltare la morte solo se si disdegna la vita; tuttavia, secondo lui, una moderata certezza di onore e rinomanza dopo la morte è un conforto più vero per chi muore, e un più reale incentivo ad agire rettamente nella vita.
Se la vita non deve essere presa troppo seriamente, la morte neppure.
Sembra dunque che non esista una vita assoluta se non combinata con una certa dose di morte, né una morte assoluta se non combinata con una qualche dose di vita, almeno finché non sia sparito ogni postumo potere di influenza. Questo, forse, intendeva Figliodelsole quando diceva che nel mezzo della vita siamo morti, e nel mezzo della morte siamo vivi.
Tutta la vita di certa gente è una sorta di morte parziale – una lunga, estenuante agonia, per così dire, di immobilismo e di inesistenza cui la morte fa solo da sigillo o da firma solenne: la rinuncia a ogni ulteriore azione o operato da parte del firmatario. La morte sottrae a questi individui quella piccola forza che sembravano avere e non concede loro niente tranne il riposo.
Come piano per il Meriggio e piano per la Notte / cosi differiscono Vita e Morte / in esplicita Prospettiva – / il Piede sulla Terra // a Distanze, e Compimenti, tende, / il Piede sulla Tomba / porta lo sforzo a Conclusione / assistito fievolmente, dall'Amore.
È dolce come la Vita, con la sua crescente Ombra di Morte.
Fossi stata Io a guadagnare l'Altezza – / Fossero stati Loro, a fallire! / Quante cose chi Muore interpreterebbe – / Potessero vivere, lo farebbero!
La vita è morte a cui siamo a lungo diretti, / la morte il cardine della vita.
Uno più Uno – fa Uno – / Due – si finisca di usarlo – / va bene per la scuola – / ma per la Scelta interiore – // Vita – soltanto – O Morte – / o l'Eternità – / di più – sarebbe troppo vasto / per la Capacità dell'Anima.
È molto malsano vivere. Chi vive, muore.
Il fatto che sia morto, non significa affatto che sia vissuto.
La vita di un uomo finisce a volte con la morte di un altro.
Paghiamo con la vita o con la morte valuta equivalente.
Bella / la vita di adesso: / si vive più a lungo / si muore più spesso.
Chi muore giace e chi vive fa un telegramma.
L'importante è che la morte ci trovi vivi.
Immaginate la vita senza la morte. Per la disperazione si tenterebbe tutti i giorni di uccidersi.
La morte degli altri ci aiuta a vivere.
La paura della morte fa amare il lavoro che è tutta la vita.
Chi male vive, male muore.
Chi più vive, più muore.
Con poco si vive, con niente si muore.
Chi ben vive, ben muore.
Chi muore giace e chi vive si dà pace.
È meglio morir con onore, che vivere con vergogna.
È meglio viver piccolo che morir grande.
Il primo passo che ci conduce alla vita, ci conduce alla morte.
La vita cerca la morte.
Non s'impara mai a vivere sino alla morte.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026