Frasi
Poeta: frasi e citazioni
227 citazioni di 136 autori
227 frasi celebri sul tema poeta, da leggere, copiare e condividere citando sempre l'autore.
Frasi su «poeta»
A mio parere non ha una piena educazione letteraria chi non conosce i poeti.
Ad ogni poeta mediocre vengono talvolta fatti alcuni buoni versi.
Ai poeti è inutile chiedere comprensione di certe cose.
Anche il poeta ha un corpo. / Mangia. Invecchia. / Anche il poeta è stretto / nella sua triste carne.
Ascoltami, i poeti laureati / si muovono soltanto fra le piante / dai nomi poco usati: bossi, ligustri o acanti.
Capii ben presto che i poeti componevano le loro opere non facendo uso del cervello ma per una certa disposizione naturale, per una sorta di ispirazione, come gli indovini e i profeti. Anche costoro, infatti, dicono molte e belle cose, ma senza rendersene conto.
Certi volumi di giurisprudenza dormivano sotto un dito di polvere, e non una foglia della piccola gardenia in vaso, sul davanzale della finestra di levante, ne aveva un atomo solo. Questi eran già sufficienti indizi, là dentro, del bizzarro governo d'un poeta.
Chiamo poeta colui che sente confusamente agitarsi dentro di sé tutto un mondo di forme e d'immagini: forme dapprima fluttuanti, senza determinazioni precise, raggi di luce non ancora riflessa, non ancora graduata ne' brillanti colori dell'iride, suoni sparsi che non rendono ancora armonia.
Chi scrive con la stilografica, scrive in fretta. Il pensiero che viene in mente al poeta ha bisogno di un certo periodo di maturazione, prima di venir messo nero su bianco. Questo periodo di maturazione si compie mentre il poeta intinge la penna nel calamaio, poi dal pennino lascia cadere, sulla carta assorbente, le gocce d’inchiostro superflue, e fissa sul foglio il pensiero già maturato.
Ci sono, infatti, due categorie di poeti. I più grandi, i rari, i veri maestri, compendiano in sé l'umanità; senza preoccuparsi di sé o delle proprie passioni, annullando la loro personalità per assorbirsi in quella degli altri, essi riproducono l'Universo, il quale si riflette nelle loro opere scintillante, vario, molteplice, come un cielo specchiantensi tutt'intero nel mare, con tutte le sue stelle e tutto il suo azzurro. Ce ne sono altri a cui basta gridare per essere armoniosi, piangere per commuovere, parlare di sé per durare eterni. Forse, facendo altrimenti, non si sarebbero potuti spingere più lontano, ma, in mancanza dell'ampiezza, hanno l'ardore e l'estro, tanto che se fossero nati con un altro temperamento, non avrebbero forse avuto nessun genio.
Come è più difficile a 'ntendere l'opere di natura che un libro d'un poeta.
Conoscere a fondo, esplorare un organismo ignoto – – – Chi è in grado di farlo, chi vuole farlo, con sommo amore, riguardo, saggezza?! Il poeta, soltanto, soltanto il poeta!
Conviene al poeta ch'egli stesso sia casto e pio, ma non occorre che tali siano i suoi versi.
Cosa stringo allora tra le mie braccia? [...] Poiché sono un poeta: un arco di parole che tendo sentendomi pervadere di gioia e di spavento.
Così ciascuno dei critici saliti nella navicella d'un grande poeta si crede fare una via differente. Chi stima dirigersi verso un ideale, chi verso un altro, chi stima accostarsi a un modello, chi a un altro, chi andar avanti, chi tornar indietro; e il poeta li commove, li scuote col suo verso tutti insieme, li porta sulla propria via.
Dal silenzio senza parole a lungo custodito, e dall'accurata chiarificazione dell'ambito in esso diradato, viene il dire del pensatore. Dalla stessa fonte proviene il nominare del poeta. Ma poiché il simile è simile solo in quanto è distinto, e il poetare e il pensare si somigliano nel modo più puro nella cura della parola, essi sono ad un tempo separati nella loro essenza dalla massima distanza. Il pensatore dice l'essere. Il poeta nomina il sacro.
Dei nuovi poeti: è così raro che un uomo afferri se all'orizzonte sia una finestra d'ufficio a brillare, o se lì stia per sorgere un grande corpo celeste. (E quando quest'ultimo poi orbita in alto, essi riposano nelle loro alcove coperte, e rantolano, e sognano dei grassi zamponi delle segretarie; o che non hanno superato gli esami di maturità): per chi scrivono di fatto i poeti? Per l'unico loro simile su centomila? (Perché anche quei pochi su diecimila, che potrebbero semmai essere interessati, i contemporanei non li scoprono affatto, e sono fermi nel migliore dei casi a Stifter). – Noo!: io scrittore mai!
Dicevano gli antichi che non c'è nulla di peggio di un popolo che dimentica i suoi poeti; e invece c'è di peggio: un poeta che dimentica il suo popolo.
Dite che il poeta è tra le nuvole, ma tra le nuvole è anche la folgore.
Dove finisce la regola, la moda, la tendenza, la politica, la società; dove del sociale si rivela in modo evidente; dove nessuno insegna e tutti imparano è lo spazio in cui puoi trovare il poeta.
È del poeta il fin la meraviglia | [...] Chi non sa far stupir, vada a la striglia.
E forse il sogno del piccolo e del povero poeta che io sono è che un giorno, tra molti anni, diciamo, un ragazzo come me, con la testa pesante, sul collo magro, passi per questa marina e pensi anche lui alle proprie parole che lo ricorderanno un giorno, pensi anche lui che per amare dovrà dare dolore a suo padre, a sua madre, alla sua città e lasciare la casa, partire.
E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo.
E non torturarmi con i divieti, / ti prego, non parlarne nemmeno. / Sono nato poeta / e come poeta voglio baciarti.
È poeta chi ha la capacità di portare alla luce quanto di buono è latente nell'animo umano.
E quando fra i buoni poeti ne trovi uno vero, / è come partire lontano, come viaggiare davvero.
Era un poeta e odiava il press'a poco.
Esiste una logica per la poesia. Non è la medesima per la filosofia. I filosofi sono da meno dei poeti. I poeti hanno il diritto di considerarsi superiori ai filosofi.
Esistono solo tre esseri degni di rispetto: il sacerdote, il soldato, il poeta. Conoscere, uccidere, creare.
Essere un poeta è una condizione piuttosto che una professione.
Forse i poeti bisognerebbe conoscerli bene o non conoscerli affatto.
Forse poeti splendidi / succederanno al pianto / di nostre vite languide / forse opreran col canto... A noi confonde l'anima / un'intima sventura, / che di rimorsi e tedio / si aggrava e di paura. / Nel seno del poeta / non s'agita il profeta / gli è chiuso l'avvenir: / in lui dei morti secoli / s'accumula il patir.
Gli scrittori, specialmente i poeti, si possono dividere in tre grandi categorie: prima, di quelli nel quali l'ingegno prevale all'arte; seconda, di quelli nei quali l'ingegno e l'arte vanno mirabilmente d'accordo; terza, di quelli nel quali l'arte è superiore all'ingegno. Tanto per ispiegarmi un po' meglio, dirò ch'io metto nella prima categoria Eschilo, Dante, lo Shakespeare; nella seconda il Goethe, il Molière, il Leopardi; nella terza il Pope, il Racine, il Platen.
Ha nella pancia un poeta, riuscisse ad averlo sulla punta della lingua!
Ha scritto da qualche parte in un verso: "A cosa serve il poeta, / in tempo di povertà?" E proprio questo mi dà l’audacia / di rivolgermi ad un grande poeta e dire che il vero / coraggio, / il vero coraggio della poesia forse non è cantare le piogge / quando tutto il mondo le vede, il vero suo coraggio è di vedere / il cielo incendiato e sperare. / E prima che sia la pioggia vera / che bagna i campi, la pioggia sia speranza e canto. / Il poeta // annuncia alla fortezza, alla terra, che la pioggia esiste, / annuncia agli uomini che hanno il dovere di sperare.
I colori e gli odori di questo mondo risvegliarono fin dall'infanzia la lira del poeta. (Il colore del melograno)
I grandi poeti imitano e migliorano, mentre quelli piccoli rubano e si rovinano.
I poeti, che brutte creature: / ogni volta che parlano è una truffa.
I poeti che non s'interessano alla musica sono, o diventano, cattivi poeti.
I poeti che sono la più matta genia da Teocrito in poi, albergarono nelle campagne la innocenza; forse per questo la maggiore parte delle nostre ninfe viene dalla patria degli idilli.
I poeti danno molta importanza alla morte e alle afflizioni esteriori, ma le sole tragedie sono le sconfitte dell'anima, e l'unica epopea è l'ascesa trionfante dell'uomo verso la divinità.
I poeti devono, secondo me, tradurre in versi; la traduzione dei versi in prosa è sempre infedelissima e lontana dall'originale.
I poeti hanno cento volte più buon senso dei filosofi. Cercando il bello, essi incontrano più verità di quante i filosofi non ne trovino cercando il vero.
I poeti immaturi imitano; i maturi rubano.
I poeti intingono la penna nel nostro cuore e pensano d'essere ispirati!
I poeti lasciano il tempo che perdono a scrivere le loro poesie.
I poeti più sapienti sono quelli che sembrano dir meno, quelli in cui la rappresentazione non sembra né preceduta né accompagnata dal pensiero.
I poeti, quando scrivono romanzi, si comportano come se fossero Dio e potessero abbracciare con lo sguardo la storia di un qualche uomo, come se Dio la narrasse a sé stesso, senza veli, e del tutto veritiera.
I poeti si levano il gusto di sedere sull'Olimpo; ma sono troppo piccoli, e i loro piedi non toccano la terra.
I poeti son vecchi signori / che mangian le stelle / distesi sui prati / delle loro ville, / e s'inventano zingare e more / per farsi credibili agli occhi del mondo / col loro dolore.
I poeti sono custodi incoronati / dell'essenza risposta nella lingua, / amanti dei misteri insolubili / ammaliatori e provocatori, / sono i prediletti degli Dei, / assaggiatori di bevande portentose / e dissipatori vani / delle proprie vite. // I poeti sono gli ultimi germogli / della specie più sottile di esseri cosmici, / coltivatori di fiori bianchi interiori / e falsi creatori di mondi insostenibili. / I poeti sono interpreti dei segni perduti, / portatori di messaggi essenziali / e di avviso che la vita è inesauribile, / e l'universo un progetto mai finito. // I poeti sono lucciole sull'aia del cosmo, / conquistatori della grande fascia / di colori che fa l'arcobaleno / esecutori della musica sacra / da cui è nato l'universo. / I poeti sono invisibili interlocutori / nel silenzio sul senso e sul non senso / di tutto ciò che si vede e non si vede. / I poeti sono i miei soli veri fratelli.
I poeti sono dannati ma non son ciechi, vedono gli occhi degli angeli.
I poeti sono i legislatori misconosciuti del mondo.
I poeti sono medici dei costumi.
I poeti [...] utilizzano quella verità che ai filosofi non può servire.
I poeti vogliono o giovare o divertire.
I versi del poeta innamorato non contano.
Il grande poeta, nello scrivere se stesso, scrive il suo tempo.
Il mondo non è un argomento del poeta, ma il dizionario delle sue metafore.
Il musicista rileva ciò che è in armonia con la Natura e ciò che non lo è, solamente il poeta, rifiutando di soggiacere a tali legami ed elevandosi con la forza della propria creatività, inaugura effettivamente una realtà nuova, sia migliorando ciò che già produce la Natura, che creando ex novo forme mai esistite. Così egli cammina tenendo per mano la Natura, senza esserne limitato dal rigido mandato, ma esplorando liberamente e mantenendosi solo entro l’orizzonte della propria immaginazione.
Il poeta cerca di suggerire delle cose: se si dice poco per comprendere di più, allora è meglio dire ancora meno. Il passo successivo è non dire nulla. Può sembrare assurdo, ma tutta l'arte moderna è una via verso l'assurdo. Il problema è trovare esattamente il punto di equilibrio tra niente e tutto.
Il poeta che da se stesso conosce la qualità dell'enigma rispetta l'enigma nelle sue creature.
Il poeta che, secondo l'esempio degli antichi, vorrebbe qua e là con un soffio lirico temperarla, durerebbe fatica a combattere con questa inquietudine del mondo il quale cerca la pace nel cangiamento. — Lungamente ingannato dalla falsa imitazione che si è attaccata a questi modelli, io non sapevo che accusargli di freddezza, soprattutto se io gli paragonava all'ardente sete di emozioni dalla quale il mondo è posseduto.
Il poeta, cioè l'aristocratico, ha la sua patria, la sua religione la sua famiglia: ce l'ha, in ogni caso: la religione della parola, la patria della lingua, la famiglia dei morti meravigliosi e severi. È sorvegliato ovunque, controllato da un seguito implacabile, da un cerimoniale più duro e più puro di quello degli imperatori di Bisanzio.
Il poeta, conservatore degli infiniti volti di ciò che vive.
Il poeta desidera solamente l'esaltazione e l'espansione, un mondo entro cui espandersi. Il poeta chiede solo di levare la propria testa fino ai cieli. È il logico che cerca di spingere i cieli dentro la sua testa. Ed è la sua testa a spaccarsi.
Il poeta deve cercare di tenere scolpita nella fantasia qualche azione particolare nella quale concorrano tutti quegli affetti di cui vuol fare immagine.
Il poeta deve essere uomo. Uomo che, pieno d'amore, supera il sentimento naturale dell'odio, se ne libera come dalla sporcizia. Il poeta è uomo. Prima di tutto. Ed è uomo che fa il bene. Se la vita fosse migliore, non scriverei poesie, ma lavorerei la terra [...] apprezzo la capacità di morire con onestà [...] mi sento bene perché non ho fatto del male a nessuno, non ho pensato solo a me stesso. Per questo ho così tanta luce nell'anima [...] Scrivo poesie e credo che un giorno serviranno alla mia gente. E se mi torturano per queste, che fare? [...] Qualcuno deve pur offrire le proprie spalle. Io ho offerto le mie.
Il poeta, di qualunque cosa parli, anche delle più pesanti, ha la facoltà di ascensione: fa volare le vacche.
Il poeta è colui che viene creato dalle parole, che è salvato, nel profondo dell'animo, dalle parole e che a sua volta salva le parole trasmettendole ai posteri incastonate nel suo entusiasmo, temprate per sempre dal suo fuoco.
Il poeta è la pura immagine della riconoscenza; egli restituisce all'avvenire il capitale ricevuto dal passato, moltiplicato dagli interessi che suscita. Tesoro aureo che si moltiplica quanto più lo si spende.
Il poeta è dall'ispirazione allacciato e padroneggiato sì forte, da non saper bene sottomettersi all'arte ed alla meditazione.
Il poeta è la meno poetica delle creature: non ha identità – ma di continuo foggia e riempie qualche altro corpo.
Il poeta è perso nella luce, errante nella bellezza, povero per eccesso, folle per troppa ragione, peccatore in stato di grazia.
Il poeta è sempre più piccolo e più debole della media degli uomini. Per questo sente più intensamente, con più forza degli altri la pesantezza della sua presenza nel mondo.
Il poeta è sempre socialmente poco accettato, almeno finché non è coronato dalla fama: anche allora resta inaccettabile ai più, ma il piedistallo su cui viene posto, isolandolo di fatto, neutralizza la diversità che egli rappresenta.
Il poeta è un fingitore. / Finge così completamente / che arriva a fingere che è dolore / il dolore che davvero sente.
Il poeta è un gigante che passa senza sforzo per la cruna di un ago e, insieme, un nano che riempie l'universo.
Il poeta esce col sole e con la pioggia / come il lombrico d'inverno / e la cicala d'estate / canta e il suo lavoro / che non è poco è tutto qui. / D'inverno come il lombrico / sbuca nudo dalla terra / si torce al riflesso d'un miraggio / insegna la favola più antica.
Il poeta guarda il mondo come un uomo guarda una donna.
Il poeta nel significato più alto e più nobile del termine non è un facitore di versi, ma un essere ispirato, un veggente: nelle cui parole non è tanto la rappresentazione delle cose visibili, quanto la rivelazione delle invisibili.
Il poeta non deve edificare, deve soltanto allineare.
Il poeta non mette le parole bene, una accanto all'altra. Non armonizza i suoni. Non allieta nessun orecchio. Il poeta, criticamente, guarda e ascolta. Concede la possibilità di meravigliarsi di fronte a qualcosa che non abbiamo sentito, o che non ci hanno permesso di sentire.
Il poeta non possiede soltanto il sapere (la gnosis) ma anche, e soprattutto, lagape che gli fa desiderare di impadronirsi del cuore degli uomini e lo sprona ad applicare il suo sapere fino alla riuscita.
Il poeta non si limita a nominare le cose, come fa l'istrione, ma come Dio le crea.
Il poeta, per quanto profondamente si addentri nell'astratto, resta poeta nel suo profondo, cioè amante e folle. Quando il sentimento arriverà al suo apice, aprirà il cuore e non l'intelletto, e impugnerà la spada e non la penna, e si precipiterà alla finestra e getterà via tutti i rotoli dei versi e dei pensieri e fonderà la vita sull'amore e non sull'idea.
Il poeta percepisce il mistero della persona umana e quindi il mistero universale, perché percepisce il mistero dei popoli, della loro vocazione e la loro missione storica, quindi tutto, perché percepisce nella distinzione delle Patrie il mistero dell'intera famiglia umana.
Il poeta, quando è rapito dall'ispirazione, intuisce Dio.
Il poeta reinventa la lingua perché reinventa lo sguardo, dandogli la profondità insondabile del senso, che è dono di Dio all’uomo, evento di bellezza, giustizia e verità.
Il poeta rifugge dalla metafora che trova nello specchio.
Il Poeta si fa veggente mediante un lungo, immenso e ragionato sregolamento di tutti i sensi. Tutte le forme d'amore, di sofferenza, di pazzia; cerca egli stesso, esaurisce in sé tutti i veleni, per non conservarne che la quintessenza. Ineffabile tortura nella quale ha bisogno di tutta la fede, di tutta la forza sovrumana, nella quale diventa fra tutti il grande infermo, il grande criminale, il grande maledetto, – e il sommo Sapiente! – Egli giunge infatti allignoto! Poiché ha coltivato la sua anima, già ricca, più di qualsiasi altro! Egli giunge all'ignoto, e quand'anche, sbigottito, finisse col perdere l'intelligenza delle proprie visioni, le avrebbe pur viste! Che crepi nel suo balzo attraverso le cose inaudite e innominabili: verranno altri orribili lavoratori; cominceranno dagli orizzonti sui quali l'altro si è abbattuto!
Il poeta sottrae tutto il meglio della vita per trasferirlo nella sua scrittura. Perciò la sua scrittura è così splendida e la vita così brutta.
Il poeta vive di esagerazioni e si fa conoscere per mezzo di fraintendimenti.
Il poeta vive nel mondo «reale». Lo si teme perché mette l'uomo col naso nelle sue caccole. L'idealismo umano cede di fronte alla sua probità, alla sua inattualità (la vera attualità), al suo realismo che la gente considera pessimismo, al suo ordine che chiama anarchia. Il poeta è antiprotocollare. Si è creduto per molto tempo che fosse il capo del protocollo della inesattezza. Il giorno in cui il pubblico ha capito quello che era veramente, lo ha temuto.
Il primo studio dell'uomo che voglia esser poeta è la sua propria conoscenza, intera; egli cerca la sua anima, l'indaga, la scruta, l'impara. Appena la sa, deve coltivarla; la cosa sembra semplice: in ogni cervello si compie uno sviluppo naturale; tanti egoisti si proclamano autori; ce ne sono molti altri che si attribuiscono il loro progresso intellettuale!
Il vero poeta moderno dovrebbe scrivere sui muri, per le vie, le proprie sensazioni e impressioni, fra l'indifferenza o l'attenzione dei passanti.
In una parola, in tre quarti degli uomini c'è come un poeta che muore giovane, mentre l'uomo sopravvive.
In verità noi guardiani di notte e poeti, assai poco ci occupiamo dell'umano daffare diurno; ognun sa che con la luce gli uomini si fanno altamente quotidiani, mentre solo quando sognano valgono qualcosa.
Indagando nel cuore, i poeti riuscirono a scoprire / con la riflessione il legame fra il non essere e l'essere. (Ṛgveda Saṃhitā)
Infatti ognuno diventa poeta, anche se prima era privo di ispirazione, quando Eros lo tocca.
Intendo che il compito del poeta è quasi contrario a chi cerca esclusivamente se stesso. Il poeta va cercando Dio e solo lo incontra nel profondo di tutti gli uomini. E solo è poeta quando conosce ciò che è nell'animo di tutti gli uomini possibili; e lo conosce solo quando li ama immensamente e appassionatamente.
Inventano dei sentimenti. Così come Gesù ha inventato la carità e l'amore, tanti poeti come Dante inventano il risentimento, la rabbia... Uno dice c'erano... Non c'erano prima! Li ha catalogati lui. [...] Certamente c'erano sempre stati ma ci vuole uno che le classifichi, che li tiri fuori.
Io ho letto non so quante definizioni della poesia, che tutte mi son parse vere, quale più quale meno, ma tutte imperfette; né dopo ciò presumerò di dare io la perfetta definizione della poesia: ma dirò che una delle qualità più essenziali del poeta, forse la più essenziale, per ciò che spetta al contenuto dell'opera sua, è un sentimento largo e profondo della natura. Quanto sarà più grande la simpatia del poeta per le cose naturali animate ed inanimate, tanto egli sarà più vero e grande poeta nella sostanza de' suoi pensieri.
Io non credo in quei poeti dalle cui menti, si dice, i versi prorompono già compiuti, come dee corazzate. Io so quanta vita interiore e quanto sangue rosso vivo ogni singolo verso genuino deve aver bevuto, prima di poter alzarsi in piedi e camminare da solo.
L'entusiasmo ragionevole è la dote dei grandi poeti.
La lingua de' Poeti è sempre l'ultima a guastarsi.
La parola – poeta – non mi piace più, sono restio ad usarla.
La poesia ha il grande dono di renderci partecipi di sentimenti nuovi, di emozioni e sensazioni che son dentro di noi e noi non li conoscevamo. E il poeta ce li tira fuori, va lui dentro, ma profondamente, e tanti non tornano neanche indietro, rimangono proprio lì.
La poesia quasi sempre è stata l'arte che non può convertirsi in attività unica, in professione. [...] un uomo consacrato alla poesia a me pare che non sarà mai un poeta. Perché il poeta non otterrà mai la poesia dalla poesia stessa. Creare è ottenere una cosa da un'altra, convertire una cosa in altra, e la materia sopra la quale si opera non può essere l'opera stessa. Così, un'ape consacrata al miele — e non ai fiori — sarà piuttosto un parassita, e un uomo consacrando alla poesia e non alle mille realtà della sua vita, sarà il più grave nemico delle muse.
La razza irritabile dei poeti.
La sua figura di poeta naneggia in tutta la sua pochezza nel panorama della poesia contemporanea.
La vita di un poeta è come un viaggio di esplorazione nel quale egli cerca la sua anima.
Le opere dei poeti sono piene delle dottrine dei filosofi e delle scoperte dei filologi.
Mentre da Esiodo ad Omero, poesia e fede sono ancora strettamente concatenate, nell'era tarda il modo del poeta di vedere gli Dei ed i loro miracoli si discosta dal modo di vedere dei fedeli. Tuttavia il poeta non sarà mai completamente vittima della scepsi come il pensatore, perché egli è l'erede di un mondo animato, di un Eros cosmogonico che con il suo raffreddamento fece irrigidire anche la poesia.
Altre citazioni
Non c'è palazzo con cui il poeta / scambierebbe il vagabondare, / il cuculo canta, / perché non ha il nido.
Non c'è peccato più grave, dopo i sette peccati mortali, di credersi un grande poeta, o uno di quei privilegiati che dedicano tutta la vita a inseguire la gloria.
Non credete soltanto a ciò che vedete. / È più profondo lo sguardo dei poeti. / Per loro la Natura è un giardino di casa.
Non leggo i poeti, questi imbottigliatori di nuvole; apprezzo invece le mirabili acrobazie che si possono compiere sulla sbarra fissa della matematica.
Non può né deve il poeta scompagnarsi mai troppo dalle opinioni e dai sentimenti comuni dell'età sua; chè da questi principalmente è suscitato l'estro di lui, con questi accende e innamora le moltitudini. D'ogni altro pensiero ed affetto, ove li possieda e li senta egli solo, avrà pochi intenditori, pochissimi lodatori ; e la favella delle Muse langue e muor sulle labbra se non suona ad orecchie benevole e a cuori profondamente commossi.
Non sarai mai solo con un poeta in tasca.
Ogni poeta è un mistico, altrimenti non è un poeta, solo un fabbricante di versi.
Oh! questa vita sterile, di sogno! / Meglio la vita ruvida concreta / del buon mercante inteso alla moneta, / meglio andare sferzati dal bisogno, / ma vivere di vita! Io mi vergogno, / sì, mi vergogno d'essere un poeta!
Pazzo, amante, poeta: tutti e tre sono composti sol di fantasia.
Per essere poeti, bisogna avere molto tempo.
Più che la parola è il suono, la radice dell'essere. È anche un concetto filosofico: non è importante ciò che il poeta pensa, ma ciò che dice e che fa; la persona è tutt'uno con l'opera e non è possibile essere dei grandi creativi se non vivi creativamente rischiando. I grandi, da Artaud, Genet, Alighieri hanno avuto una vita dolorosa e in qualche modo epica, avendo alla base un bisogno di eticità. È verità assoluta da portare agli uomini che ne valuteranno l'autenticità; va tracciato un distinguo tra intellettuali impiegati dalla cultura e i poeti autentici.
Primamente Leopardi è poeta; e gli uomini comunemente non prestano fede ad una dottrina esposta in versi; ché i poeti hanno voce di mentitori.
Quando il grande storico dà vita alla storia, egli ricava dal passato un'immagine significativa. Ma laddove il poeta rinnova la lingua, egli fornisce un'immagine significativa e allo stesso tempo originaria, percuote la roccia con il bastone, dallo spirito produce la vita. Dove la lingua irrigidita nel corso dei secoli diventa chiara e fluida come lava, sgorga anche la fonte in cui passato e presente sono trasparenti e indivisi.
Quando si nasce poeti, l'amore e la morte si fanno compagnia e tutti e due hanno le tasche bucate per non contare gli anni.
Quando un grande poeta volge la fronte verso l'Eternità, la mano pia che gli chiude gli occhi sembra suggellare sotto le esangui palpebre la più luminosa parte della bellezza terrena.
Quanto alla concentrazione che i moderni osservano, dovrebbe esser chiaro ch'essa non può essere un fatto di maggiore o minore brevità: alla resa – per valerci di una parola oggi corrente – la lirica amplissima dellOrlando Furioso, essendo quella necessaria, è altrettanto concentrata di quella che si può trovare in una poesia moderna (quando è tale) racchiusa in poche sillabe. E nella proporzione necessaria di ogni particolare motivo lirico, un componimento odierno di cinque versi potrà magari essere prolisso, se il suo nucleo poetico era presto esaurito in una immagine, e se l'autore ha voluto sovrapporle un motivo ch'esso non comportava. Il tempo della poesia non è meccanico, è spirituale.
Quel poeta che non saprà che la lingua volgare non sarà che un poeta volgare.
Riuscivo a vedere [...] le mie idee, sensazioni. Ero diventato un poeta. Ero estaticamente folle nella mia innocenza. Conoscevo gioie non per nome ma perché mi attraversavano il petto che raggrumava il sangue caldo e scomparivano senza avere conosciuto nome, ignote.
Scrollarsi di dosso l'anestesia indotta dalla quotidianità, ecco che cosa sanno fare bene i poeti: è il loro mestiere.
Se i poeti perdono, il mondo non vincerà.
Secondo me il poeta non è uno che merita di essere ammirato perché crea. È uno che merita di essere ringraziato perché libera. Lui non crea niente. Fa nascere ciò che altri ha concepito. Esonera dal travaglio del parto. Mette a nudo creature che non gli appartengono.
Senti a me, i poeti vanno solo impiccati / con la corda alla gola. (Notre-Dame de Paris)
Sento in tutta coscienza di non meritare comprensione alcuna. Il poeta vuol essere trascurato, perché rimanga tale.
Si può essere grande poeta senza aver scritto un sol verso.
Si può essere poeta e avere i capelli corti. Si può essere poeta e pagare regolarmente l'affitto. Si può essere poeta e fare l'amore con la propria moglie.
Siccome gli uomini hanno potuto amare, odiare, adirarsi e sdegnarsi senza l'uso delle filosofiche dottrine, così, senza di esse, i poeti hanno potuto fingere di fare il medesimo.
Son dunque un mago per il fatto d'esser un poeta?
Uccelli e poeti sono fratelli.
Un libro non fa diventare scrittori. Non è una fonte di guadagno, ma un'azione. Scopo del poeta è suscitare emozioni nell'anima, non radunare ammiratori. (Lo specchio)
Un poeta che legge i suoi versi in pubblico può avere altre abitudini infami.
Un poeta che trascuri la forma non è un poeta: è uno che ha in grandissima stima sé stesso e in assai basso concetto il prossimo suo, co 'l quale in somma egli tratta cosi: – Vedi, tu devi leggere questa roba, non perché sia poesia, ma perché è la del mio cervello e la secrezione del mio cuore: il qual cuore e il qual cervello sono gli organi privilegiati di quel grande idealista, di quel gran realista, di quel grande umorista, di quel bellissimo Endimione della natura che sono io –.
Un poeta deve esprimere le emozioni di tutti i tempi e il pensiero del proprio.
Un poeta / è un essere unico / in tanti esemplari, / che pensa solamente in versi / e non scrive che in musica / su soggetti diversi / sia rossi che verdi / ma sempre magnifici.
Un poeta è una persona che, per alcuni secondi, è volata nel mondo dei mistici, ha intravisto qualcosa.
Un poeta ha sempre troppe parole nel suo vocabolario, un pittore troppi colori sulla sua tavolozza, un musicista troppe note sulla sua tastiera.
Un poeta potrebbe dire una cosa senza tanti giri di parole, certo, ma usando la rima e la metrica la fa diventare indimenticabile.
Un poeta ridarà alle parole, alle frasi, ai costrutti un significato sorgivo e un suono e un diverso peso: ne attenuerà la metafora o la farà più densa, chiudendo in essa la tradizione di alcuni secoli o risalendo alla primissima età, quando la voce era ancora mimetica, grumosa della materia su cui nacque.
Perché soltanto in una nuova «pronuncia» i nomi e i verbi hanno una ragione vitale.
Una persona innamorata non scrive poesie, e per giunta buone. Ogni poeta, per quanto innamorato, ama più che altro la poesia d'amore che va scrivendo.
V'è il poeta della scoperta, quello del rinnovamento, quello dell'innovamento... [io sono un poeta] della ricerca. E quando non c'è qualcosa di assolutamente nuovo da dire, il poeta della ricerca non scrive.
Versificare è la forma più bassa di poesia, e l'ultima cosa che un grande poeta farebbe al giorno d'oggi è scrivere versi.
Certi poeti odierni fanno pensare a ragni ubriacati con LSD.
Il poeta: dulcamara, sciamano, fanciullino?
Simile a un colombo viaggiatore, il poeta porta sotto l'ala un messaggio che ignora.
Tutti al mondo sono poeti, perfino i poeti.
Ho sentito dire come cosa risaputa che il genio del poeta è situato nel piede – così come sono concomitanti il pungiglione e il canto dell'ape.
I Poeti non accendono che Lumi – / loro – se ne vanno – / gli Stoppini che stimolano – / se di Luce vitale // s'imprimono come fanno i Soli – / ogni Età una Lente / che dissemina la loro / circonferenza.
Questo fu un Poeta – / è colui Che / distilla un senso sorprendente / da Significati Ordinari – / ed Essenza così immensa.
Chi desidera capire il poema / deve recarsi nella terra della poesia, / chi desidera capire il poeta / deve andare nella terra del poeta.
Non sai quanto mi secchi / che si mettono in tanti / a parlare e a far versi. / La poesia, chi la scaccia / dalla terra? / I poeti.
Prima del canto, prima del silenzio / il poeta deve vivere.
Essere poeta è facile quanto in genere essere una creatura vivente. Basta nascerlo.
I poeti che si consumano scrivendo erano solo matite.
I poeti – pappagalli che ripetono l'indicibile.
I poeti sono come i bambini: quando siedono a una scrivania, non toccano terra coi piedi.
Il poeta è una spia della fantasia nel paese della realtà.
Il poeta guarda con sospetto le proprie parole: quale di esse adornerà la sua lapide?
Il poeta pesca nel ruscello che scorre in lui.
Soffrire di cuore e non essere poeta? Val forse la pena?
Solo l'eterna insaziabilità dei poeti può saziare la letteratura.
Solo un poeta sarebbe in grado di comporre un questionario per il Signore Iddio.
Un poeta mediocre è un cuneo conficcato tra le parole.
Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.
Il poeta non rigetta mai le proprie ombre.
Il vero poeta non deve avere parenti.
Le ali degli angeli raffreddano i poeti.
Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.
Ogni poeta vende i suoi guai migliori.
Ammiro profondamente quei poeti che, di fronte a un gruppo di persone, sono capaci di alzarsi in piedi, con o senza microfono, e recitare la loro poesia.
I poeti, solitamente, diventano eroi molto tempo dopo la loro morte.
Un attributo dell'ignoranza, l'autoinganno, potrebbe essere necessario al poeta per sopravvivere.
Ah, ci sono tante cose fra cielo e terra, di cui soltanto i poeti hanno sognato qualcosa.
Ci vuole più coraggio a concludere, che a fare un verso nuovo: tutti i medici e i poeti lo sanno.
I poeti non hanno pudore verso le loro esperienze intime: le sfruttano.
La musa del poeta che non è innamorato della realtà, non sarà appunto la realtà e gli darà figli dagli occhi cavi e dalle ossa troppo tenere.
Il poeta comprende la natura meglio dello scienziato.
Il vero poeta è onnisciente: è realmente un microcosmo.
La distinzione fra poeta e pensatore è soltanto apparente e va a svantaggio di entrambi. È un indizio di malattia e di costituzione morbosa.
Poeti e sacerdoti erano in origine una cosa sola; soltanto le epoche posteriori li hanno separati. Il vero poeta però è sempre rimasto sacerdote come il vero sacerdote è rimasto poeta. E l'avvenire non dovrebbe forse ricostituire l'antico stato di cose?
È un'ape, certo, il poeta, / ma che non punge.
I poeti hanno abbellito agli occhi, alla memoria, al pensiero degli uomini, la terra, il mare, il cielo, l'amore, il dolore, la virtù; e gli uomini non sanno il loro nome.
Il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta. Ma non è lui che sale su una sedia o su un tavolo, ad arringare. Egli non trascina, ma è trascinato; non persuade, ma è persuaso.
Il poeta è poeta, non oratore o predicatore, non filosofo, non istorico, non maestro, non tribuno o demagogo, non uomo di stato o di corte. E nemmeno è, sia con pace del maestro, un artiere che foggi spada e scudi e vomeri; e nemmeno, con pace di tanti altri, un artista che nielli e ceselli l'oro che altri gli porga. A costituire il poeta vale infinitamente più il suo sentimento e la sua visione, che il modo col quale agli altri trasmette l'uno e l'altra.
Il poeta, se è e quando è veramente poeta, cioè tale che significhi solo ciò che il fanciullo detta dentro, riesce perciò ispiratore di buoni e civili costumi, d’amor patrio e familiare e umano.
A noi ciò che sarà, svela il Profeta: ciò che non fu, e non è, canta il Poeta.
Gli Artefici mediocri son lodati, i Poeti mediocri son fischiati.
I Poeti, così come i Pittori, nascono, e all'improvviso saltan fuori.
Il buon Poeta non m'annoja o stanca. Ma raro è il buon come una mosca bianca.
La rima, de' poeti è la tortura; ma fan per essa la miglior figura.
Se il Poeta s'erige in Oratore, predicherà agli orecchi, e non al cuore.
Le colonne spezzate, e i rotti marmi, / là trai platani suoi divelti, e scossi, / Fronton rimira all'echeggiar de' carmi // che da furore Ascreo spinti, e commossi / s'odono ognor tanti poeti, e tanti, / che manco gente in Maratona armossi. // Suonan per tutto le ribeche, e i canti, / e si vedon sol d'acque inebriati / i seguaci d'Apollo andar baccanti.
Maggior poeta è chi più ha del matto; / tutti cantano omai le cose istesse; / tutti di novità son privi affatto.
Non vedi tu che tutto il mondo è pieno / di questa razza inutile, e molesta, / che i Poeti produr sembra il terreno?
Ai poeti resta da fare la poesia onesta.
I poeti (questo lo sanno tutti) sono egocentrici. Per essi, il mondo esterno esiste; solo gira esclusivamente intorno alla loro persona.
Il poeta è un bambino che si meraviglia delle cose che accadono a lui stesso, diventato adulto.
Il poeta ha le sue giornate / contate, / come tutti gli uomini; ma quanto, / quanto variate!
Ciò che sempre rivela il poeta è la presenza della gradita compagnia di cantori con le loro parole, / le parole dei cantori sono le ore e i minuti della luce, ma le parole del creatore di poesie sono la luce e la tenebra in generale, / il creatore di poesie stabilisce giustizia, realtà, immortalità, / la sua visione, la sua forza circondano le cose e la razza umana, / egli è la gloria, l'essenza delle cose e della razza umana, sino al punto cui sono pervenute. // I cantori non creano, solo il Poeta crea, / i cantori sono i benvenuti, vengono capiti, appaiono assai di sovente, ma raro è stato il giorno, e parimenti il luogo, della nascita di un creatore di poesie, di Colui che risponde.
I grandi poeti si fanno conoscere per l'assenza di artifizi e si giustificano in virtù di un perfetto candore.
I veri poeti non sono i seguaci della bellezza, magli augusti signori della bellezza.
Il poeta vede, con assoluta chiarezza, come una persona, anche non grande artista, possa essere sacra e perfetta quanto il più grande degli artisti.
La prova di un poeta dovrà venire severamente differita finché il suo paese non l'abbia affezionatamente assorbito, così come lui ha assorbito il paese.
Il poeta non consumerà il suo tempo in lavori non necessari. Egli saprà che la terra è già stata arata e concimata; altri magari non lo sanno, ma lui lo sa. Egli si dichiarerà direttamente alla creazione. La sua fiducia gli meriterà la fiducia di tutto ciò che tocca – e gli permetterà di dominare ogni attaccamento.
A tutti i poeti manca un verso.
Funghi e poeti: per uno buono dieci cattivi.
I poeti nascono, e gli oratori si formano.
Il poeta ben trova le palme, ma non i datteri.
L'amore scalda il cuore e l'ira fa il poeta.
Molti sono i verseggiatori, pochi i poeti.
Non è bene esser poeta nel villaggio.
Poeta si nasce, oratori si diventa.
Poeti e Santi campano tutti quanti.
Poeti, pittori e pellegrini a fare e a dire sono indovini.
Poeti, pittori, strologi e musici fanno una gabbia di matti.
Se il poeta s'erige a oratore predicherà agli orecchi e non al cuore.
Autori citati in questa pagina
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026