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lunedì 9 luglio 2018

Il pianeta delle donne

Il pianeta delle scimmie non mi è mai piaciuto. L’idea di base è narrata da Pierre Bouelle, in un romanzo del 1963 e, per i successivi cinquant’anni, ha dato origine a una saga cinematografica che mi è piaciuta ancora meno. Non apprezzo in modo particolare le opere incentrate su un futuro dispotico. Gradimento ben diverso nutro invece per Kamandi, l’ultimo ragazzo sulla terra, opera del leggendario Jack Kirby che, forse, deve qualcosa al romanzo di Bouelle, con il suo universo popolato da figure animali senzienti e dotate dell’uso della parola. Io preferisco immaginare un pianeta delle donne, non esattamente un mondo di amazzoni legate all’icona Wonder Woman, ma un mondo in grado di offrire le infinite sfumature che la figura femminile è capace di sfoggiare.

Da ormai diversi anni, i vari racconti brevi, i romanzi e i racconti lunghi, su cui concentro la mia attività autoriale hanno per protagoniste le donne. Ho iniziato a pubblicare in rete, nel marzo del 2007, Esdy, un serial a taglio fantascientifico e spionistico che si è protratto per cinque stagioni. La giovane irlandese è in seguito diventata il primo blook pubblicato: un prodotto editoriale in digitale – eBook – che raccoglie tutte le stagioni di Esdy.

Poi mi sono trasferito in Grecia e, da novello Nostradamus, ho profetizzato un’immensa crisi sociale ed economica in tempi non sospetti, nel 2008 – avrei preferito, naturalmente, sbagliare la mia previsione ma la cronaca di oggi ben testimonia cosa è davvero accaduto alla Repubblica Ellenica – e Federica, Fede per gli amici, offre tematiche dal sapore religioso, mistico e oscuro. Del 2010 è Flash, una longeva serie con protagonista Nica, una quarantenne fotoreporter, che attraversa gli aspetti più intimistici della sua esistenza. Nel 2011 è stata la volta di Cora, una giovane prostituta dai due volti – il secondo è quello di Bianca, la sua controparte di buona famiglia – ispiratrice di un romanzo nel 2016 dal titolo L’amore ferisce. Cora ha raccolto un imprevisto seguito tra i lettori, che l’hanno decretata tra le serie più apprezzate del mio laboratorio di scrittura. Nel 2012 è nata Zava, un racconto lungo spezzato in varie puntate, con protagonista la misteriosa e affascinante russa Natasha Zavarovna: donna che sembra attraversare gli anni senza esserne intaccata e mantenere una relativa giovinezza. Sempre nel 2012, sul mio solito laboratorio di scrittura, ho pubblicato il racconto lungo spezzato in varie puntate Lakota, ambientata in terra canadese e con protagonista una cadetta delle giubbe rosse: Janet Lakota Willow. Quest’ultima eroina ha posto le basi per il successivo sviluppo di Luna senza Inverno, il mio romanzo uscito nel 2014. Sul mio laboratorio di scrittura sono apparse poi Belladonna, una serie ambientata in un borgo siciliano, con Sofia, una madre di famiglia rimasta vedova e costretta a vedersela con l’illegalità della sua splendida ma arcigna regione; per poi arrivare alla recente Lila, Dalila all’anagrafe, giovanissima aspirante strega che, con taglio umoristico, insegue il sogno di padroneggiare le arti arcane imbattendosi in individui dalle dubbie abilità e che può considerarsi frutto della mia saga letteraria Caprice e il cavaliere e Caprice e lo stregone.

Sono molte, forse non sono nemmeno tutte, se consideriamo la loro apparizione anche in opere dove, sulla carta, non dovrebbero essere protagoniste ma lo sono almeno in seconda battuta. Il mio universo letterario, sia esso virtuale sul blog e sia esso narrativo in libreria, parla al femminile. E potrebbe continuare a farlo, in nuovi progetti imperniati su donne resilienti: capaci di superare le difficoltà, di assorbire urti senza spezzarsi, e gli eventi traumatici che il mondo non risparmia loro. Con un pizzico d’ironia, con tanta voglia di avventura.
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