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domenica 9 settembre 2018

Nuvole di fumetto ha riaperto

Ho iniziato a scrivere di fumetto sul periodico Informagiovani attorno al 2002, nella rubrica Nuvole di fumetto, come ricordato di recente QUI. L’opuscolo era un foglio di grande formato, ripiegato su se stesso, in modo da formare un pieghevole – se rammento bene – in sedici sezioni, sopra ognuna delle quali prendeva posto una diversa rubrica mensile: Nuvole di fumetto occupava una facciata. Di lì a poco, ho aperto un secondo inedito canale per l’appuntamento mensile, nel web e su un blog omonimo, che aveva il compito di replicare e diffondere in rete la medesima rubrica. Questo stesso agosto, dopo una lunga sospensione, il blog Nuvole di fumetto ha riaperto i battenti sulla piattaforma WordPress
Non si tratta soltanto di un’operazione nostalgia, ma semmai del desiderio di offrire un piccolo apporto, nel vasto mare della rete, a una delle forme d’arte più bistrattate di sempre: il fumetto.
Purtroppo, quella che dagli appassionati è considerata la nona arte, lotta continuamente, negli ultimi anni, contro la crisi economica e culturale che morde, irriducibile, il nostro paese.

Illustrazione di Alex Ross © Tutti i diritti riservati.

C’è molta disinformazione, in merito. Ed è triste notare che, talvolta, proviene da cariche istituzionali che, invece, dovrebbero provvedere all’esatto contrario. Ha destato perplessità la dichiarazione di Marco Bussetti, eletto ministro dell’Istruzione dal governo Conte: “Invece di stare tutta l’estate a leggere i fumetti o a giocare al cellulare, meglio essere stimolati da buone letture o attività che tengano acceso il cervello”. L’affermazione, riportata dai media, dimostra almeno tre penose incongruenze.
  1. I fumetti sono ormai una forma d’intrattenimento ignorata dai giovanissimi. Lo dimostra la quasi totale mancanza di un ricambio generazionale che, sino al secolo scorso, contribuiva a creare nuovi lettori. Bussetti, forse senza saperlo, reca perciò offesa al lettore adolescente o adulto, che ha terminato la scuola da un pezzo.
  2. Il fumetto è composto da disegno e testo in perfetta sintonia. Come in qualsiasi prodotto, sia esso artistico e industriale, ci sono delle eccezioni dovute a una carenza di qualità: ma un fumetto senza quest’ultima chiude presto, gli altri sopravvivono per anni e decenni. Molti scrittori di libri sono anche sceneggiatori di fumetti e proprio nel secondo prodotto hanno la possibilità di evolvere le loro conoscenze, fornendo al lettore un intrattenimento che il libro, per sua natura prettamente scritta, non può alimentare.
  3. Il fumetto è una forma di cultura riconosciuta e diffusa nelle scuole. Tra i tanti esempi, cito solo quello di Lupo Alberto, che grazie a un opuscolo informativo, anni or sono, contribuì a divulgare la prevenzione nei confronti del virus Hiv proprio tra gli studenti accusati di non avere un cervello acceso.
Illustrazione di Alex Ross © Tutti i diritti riservati.

È tuttavia da segnalare un progressivo allontanamento dei potenziali lettori di fumetti in favore delle forme video d’intrattenimento come, appunto, gli smartphone, dotati di applicazioni innumerevoli e capaci di calamitare l’attenzione, insieme ai games di console come la PlayStation: tutti strumenti tecnologici responsabili di sottrarre interesse all’editoria narrativa e fumettistica.

Illustrazione di Alex Ross © Tutti i diritti riservati.

Su Nuvole di fumetto - il nuovo blog si trova QUI - ho in programma di continuare il discorso interrotto a suo tempo, pubblicando online recensioni sui fumetti più meritevoli, informazioni sulle vendite, biografie dei vari fumettisti, focus sui personaggi di carta padri di ormai numerose pellicole cinematografiche e televisive. Soprattutto, intendo condividere una delle mie passioni più forti, per il mondo della DC Comics, Marvel e dintorni.
Fammi conoscere le tue opinioni lasciandomi un commento QUI. 

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