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lunedì 7 marzo 2016

Tutto inizia in copertina

Arriva un invito a una serata di gala e, sul medesimo, è richiesto l’abito adatto: come ci si comporta? Abbastanza semplice, immagino, perché come cita un vecchio proverbio: l’abito non fa il monaco. Il Manzoni, responsabile della frase pronunciata dal Conte zio nel suo I promessi sposi, si riferisce all’inganno che certe apparenze possono comportare nel giudicare una persona a prima vista. Anche un libro può ingannare. Se ci si ferma alla copertina e il grafico è molto abile, potremmo restare delusi dal contenuto. Di contro, una brutta copertina, poco rappresentativa, potrebbe rendere vano lo sforzo dell’autore del manoscritto e fargli perdere l’attenzione del lettore. Ho letto libri con un buon testo – talvolta inferiore, altre volte superiore alla qualità della grafica – e con un’immagine di copertina completamente estranea alle tematiche interne: mi è successo con un fantasy, che aveva sulla cover un cavaliere templare mai menzionato, neppure per errore, dall’autore. 

venerdì 5 febbraio 2016

Dark Agnes, emancipazione e spade

Del mio amore per le opere e per lo stile di Robert Ervin Howard ho scritto in varie occasioni. E mai abbastanza. In soli undici anni di professione – dal 1925 al 1936 –, dovuti alla prematura scomparsa, Howard riesce a pubblicare un nutrito numero di racconti, poesie e romanzi. Ho sviscerato sin dall’infanzia i suoi personaggi, soffermandomi su quelli che l’editoria classica proponeva in volumi rilegati e ristampe continue. Il primo approccio l’ho avuto con Conan, il barbaro: la sua creatura di maggiore fama e diffusione tra fantasy, avventura, miti e leggende, approdato a fumetto e cinema. In seguito ho scoperto e mi sono appassionato di Solomon Kane: lo spadaccino puritano del XVI° secolo, dotato di uno spessore psicologico superiore, rispetto al più famoso Conan, si muove tra Europa, Africa e America in un preciso sfondo storico affiancato da atmosfere e creature fantasiose. 

venerdì 1 gennaio 2016

Il segreto del nuovo romanzo

Terminato il 2015 è tempo di affrontare il nuovo anno rimboccandosi le maniche. Nel mio caso, perlomeno a proposito di quanto scrivo su questo spazio virtuale, occorre parlare di penna e calamaio: perché è da questa coppia di oggetti – oggi rappresentati da monitor e tastiera – che nascono le pagine dei libri. Tuttavia, esporre le caratteristiche del prossimo romanzo, in fase di lavorazione, lo ritengo prematuro. Ci sono autori che rendono note le peculiarità di un nuovo libro con un’anteprima di vari mesi, rispetto alla realistica pubblicazione dell’opera, quando il manoscritto non è nemmeno terminato, oppure è sottoposto alle corpose revisioni del caso. Mi è capitato di leggere il titolo del romanzo, di uno scrittore mio conoscente, con sei mesi di anticipo; estratto narrativo compreso. 

lunedì 7 dicembre 2015

#NevicanoLibri... e continuano a nevicare

Sono molte le iniziative legate alla promozione dei libri. Durante l’anno, online e offline, editori e autori si prodigano per divulgare ai lettori le loro opere tramite delle offerte a tempo limitato. Probabilmente, l’iniziativa più famosa in questo senso, per volume di vendite e risonanza del marchio, è quella proposta da Amazon, l’offerta lampo Kindle: per un solo giorno, a rotazione, il colosso americano dell’editoria mette in risalto alcuni titoli a prezzo ribassato. Esiste poi, su iniziativa di altri gruppi, la notte bianca degli eBook; che mira a un’offerta similare concentrandosi nelle ore notturne. A cavallo dell’estate abbiamo il Maggio dei libri, che propone opere su carta e in digitale invitando i lettori presso gli accoglienti spazi delle librerie. 

giovedì 12 novembre 2015

Tra editore e libreria passa la distribuzione

Il lettore ancorato alla tradizione del libro cartaceo e poco propenso agli acquisti attraverso la rete, sceglie la rivendita fisica. Se la scelta ricade su uno scrittore noto, pubblicato da un gruppo editoriale rinomato, non ci saranno difficoltà di sorta: una manciata di copie saranno sempre presenti sugli scaffali. Ma se lo scrittore è poco noto, oppure esordiente, e la casa editrice pubblica un basso numero di copie, cosa succede? Spesso il libro è introvabile. E, alla domanda circa la sua reperibilità, il gestore del punto vendita può rispondere in vari modi: A) Deve ancora uscire. Arriverà con le prossime ordinazioni. B) Ne sono arrivati pochi e li ho venduti tutti, bisognerà aspettare il riordino.

martedì 20 ottobre 2015

Indie: tanta passione, tanto lavoro

Grazie all’avvento degli smartphone, la parola selfie è entrata da qualche tempo nel linguaggio comune. Il termine, derivato dalla lingua inglese, è un autoscatto realizzato con una fotocamera digitale: qualcosa di prettamente amatoriale che, nonostante i mezzi sempre più sofisticati e i possibili buoni risultati dello scatto, non può sostituirsi all’esperta mano di un fotografo professionista. Non garantisce un risultato di alto livello artistico e, se accade, nella maggior parte dei casi l’esito è casuale, raramente ripetibile. Un selfie è l’espressione moderna del narcisismo. È diventato talmente popolare, tanto nei vip quanto nelle persone comuni, da attecchire, come concetto, anche in altre forme di comunicazione.

mercoledì 23 settembre 2015

Caprice e il cavaliere anche in brossura

Da almeno un paio d’anni, quando acquisto un libro di narrativa mi indirizzo alla sua versione digitale. Mi sono procurato un Kindle, l’eReader di Amazon, e la mia esperienza di lettura ne ha guadagnato in tutti i sensi: non ho più problemi di spazio disponibile, leggere sopra l’inchiostro liquido è meno faticoso e l’impegno economico, rispetto alla carta, nella maggior parte dei casi è molto inferiore, in quanto un libro digitale può arrivare a costare dal 30 all’80% in meno – e persino oltre, se l’eBook è in offerta –. Non ho eliminato le edizioni in brossura dal mio carrello della spesa, però almeno nove libri su dieci li acquisto in eBook.

lunedì 3 agosto 2015

La scrittura della salamandra

Se dobbiamo dare retta a Plinio il Vecchio, scrittore e naturalista romano, con l’abitudine di osservare dal vivo quanto descriveva – pratica che gli costò la vita, dopo essere rimasto esposto alle esalazioni vulcaniche del Vesuvio – le salamandre avrebbero la capacità di resistere al calore e alle fiamme, attraversando queste ultime senza rimanerne ferite. A parere di Plinio, la spiegazione, fornita nella sua Storia Naturale, sarebbe da ricercare nella pelle dell’animale; tanto fredda, che al contatto il fuoco si estinguerebbe.