:::NEWS::: ~ Compleanno per Cora e L'amore ferisce ~ :::NEWS:::

lunedì 7 agosto 2017

Un'estate di scrittura in prima, terza o seconda?

Se qualche anno fa mi avessero chiesto quale fosse la mia tecnica di scrittura preferita, non avrei avuto alcun dubbio: da sempre, come certamente sa chi mi legge, sono un accanito fan di Terry Brooks; autore che pubblica libri in terza persona con punto di vista limitato episodicamente. In sostanza, lo scrittore statunitense, celebre per il suo ormai quarantennale ciclo di Shannara, sfrutta un metodo di scrittura che prevede un salto narrativo da personaggio a personaggio: la storia è raccontata rigorosamente in terza persona al passato, vissuta da Allanon per una quarantina di pagine consecutive – due o tre capitoli – per poi conoscere la storia attraverso le azioni di Amberle o di un altro protagonista del libro. Quando ho iniziato a scrivere Fiori nella Neve, il mio primo romanzo, utilizzare questa tecnica mi è sembrato del tutto naturale, proprio perché la ritenevo nelle mie corde di lettore.

mercoledì 5 luglio 2017

Il compleanno di Cora

Non ho mai amato ricordare i compleanni perché sono un fastidio senza capo né coda. Lo sono per la persona che compie gli anni e che si sente, inevitabilmente, più vecchia di dodici mesi e lo sono per chi deve fare gli auguri al diretto interessato, perché spesso è difficile capire se li gradisca o meno. Soprattutto quando l’età avanza. Quando la giovinezza lascia spazio alla maturità e, in seguito, alla vecchiaia. Nessuno vorrebbe invecchiare, ma rimanere giovani per sempre è un’utopia che un intervento estetico non potrà mai concretizzare. Occorre allora farsene una ragione, accettare e accettarsi: gli anni trascorrono per tutti, nessuno escluso. Stavolta tocca al mio lavoro più recente che, proprio in questi giorni, festeggia un anno dalla sua pubblicazione.

venerdì 9 giugno 2017

Scriverò Wonder Woman

Presto o tardi, se non si è particolarmente prevenuti verso alcuni media rispetto ad altri, gli autori di narrativa prestano la loro penna anche al fumetto. Sono un autore di letteratura disegnata, uno scrittore che sostituisce le descrizioni, l’espressione dei volti, delle pose, dell’ambientazione, con dei disegni. Il mio disegno cerca di essere una scrittura. Disegno la mia scrittura e scrivo i miei disegni, avrebbe detto Hugo Pratt, creatore di Corto Maltese. Non esiste un buon fumetto senza un buon testo, inutile girarci intorno. Francis Lacassin, studioso e saggista francese, ideatore della prima cattedra di Storia del fumetto alla Sorbona, ritiene questo media la nona arte.

lunedì 8 maggio 2017

Tre mesi di racconti brevi

Invidio con profonda ammirazione gli scrittori che hanno la fortuna di aver firmato un contratto con una rinomata e importante casa editrice. Allo stesso tempo, provo orgoglio per la mia condizione di autore indipendente e nessun rimpianto. È comunque innegabile il miglior tenore di vita che può offrire un valido contratto editoriale, non tanto per l’aspetto economico – senza il quale, ci sarebbe una minor differenza tra le due categorie di autori – ma anche e soprattutto per la differente organizzazione del tempo. Uno scrittore sotto contratto ha la possibilità di impegnarsi su un lavoro alla volta, magari più di uno però quella è la sua attività principale.

martedì 4 aprile 2017

Non me lo chiedere

Ci sono domande ricorrenti che sono rivolte agli autori di libri. In testa alle preferenze dei curiosi – che non sempre è sinonimo di lettori – possiamo trovare: Qual è il libro più bello che hai scritto? Oppure; Quale dei tuoi titoli mi consigli? Al primo quesito rispondo sempre allo stesso modo: non posso preferire un libro a un altro, perché sono come figli. Tu preferiresti un figlio a un altro? Il secondo quesito è invece più complicato. È impossibile consigliare un titolo a un ipotetico sconosciuto lettore: ci puoi riuscire se sei l’autore di una saga narrativa, con trilogie, quadrilogie o comunque più volumi collegati, che fanno riferimento a un titolo di apertura. Se ho scritto una saga è facile consigliare: indirizzo le persone al primo volume. In caso contrario, se le pubblicazioni sono romanzi o racconti autoconclusivi, il problema si ricollega alla prima domanda e alla sua risposta.
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